| Sanità molisana: è guerra | | Stampa | |
| Domenica 17 Maggio 2009 07:15 |
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La lotta ormai è a tutto campo. Come abbiamo ormai ampiamente anticipato in queste ultime due settimane, sia sul Settimanale che sul nostro sito www.informamolise. com, si è scatenata una vera e propria guerra tra la Giunta e il Direttore generale dell’Asrem, l’ingegnere Sergio Florio, il cui mandato scadrebbe il 30 giugno prossimo. La Giunta vorrebbe affrettare il cambio di direzione, per motivi tutt’ora non pienamente decodificabili, ma Florio non avrebbe alcuna intenzione di lasciare anticipatamente l’incarico. La Giunta regionale in una riunione dell’11 maggio scorso ha provato il blitz, ma ragioni di opportunità evidentemente devono aver consigliato maggiore prudenza. Il Direttore generale dell’Assessorato alla Sanità Roberto Fagnano (la delega alla Sanità è detenuta dal Presidente della Regione, Michele Iorio) ha proposto un decreto di rimozione di Sergio Florio dalla direzionegenerale della Asrem. Un atto formale molto grave su cui la Giunta, forse anche alla luce di possibili ripercussioni giudiziarie, ha preferito soprassedere, benchè forse gli stessi uffici potevano rilevare da subito la potenziale abnormità del provvedimento medesimo. Ma la battaglia non è finita qui. Mentre Florio vorrebbe quello che ritiene un proprio sacrosanto diritto, la Giunta starebbe invece pensando ad una nomina di Florio alla direzione generale all’Ambiente sempre della Regione Molise. Una sorta di promoveatur ut amoveatur che eviterebbe un provvedimento come la rimozione ma avrebbe in sostanza lo stesso effetto: allontanare Florio dagli uffici di via Petrella a Campobasso. Chi conosce Sergio Florio, però, sa della sua amarezza in questi giorni. Florio ha svolto la propria missione, che era politica, in piena lealtà e sintonia con il Governo che l’ha nominato. Non solo. A cagione del suo ufficio è stato anche oggetto di inchiesta per una vicenda relativa ad un decesso in strutture della Asrem e non ha alcuna intenzione di presentarsi davanti al giudice in veste di privato cittadino. L’accusa nasce da una sorta di responsabilità oggettiva in quanto titolare dell’incarico apicale della sanità molisana ed in tale veste Florio vuole difendersi. L’ingegnere inoltre è notoriamente un uomo onesto, che non accetta, nonostante sia a capo di un’azienda da 700 milioni di euro annui, nessuna forma di compromesso o di, chiamiamola così, partita compensativa. Da qui il suo senso di smarrimento e la sua ferma volontà di difendere il proprio ruolo e la propria responsabilità. Dall’altro lato militano ragioni evidentemente tutte di natura politica e di assetti di potere che fanno premio anche. Sta tornando in auge, e le sue quotazioni sono in forte rialzo, tra i possibili successori di Florio, Angelo Percopo, attuale Direttore amministrativo della Asrem. Percopo è originario di Avellino, dove è nato nel 1954. Un passato di agente di assicurazioni e poi, dal 1983, una lunga presenza, con incarichi amministrativi nella allora Usl numero 4 di Avellino, poi Asl numero 2 di Avellino. Una prima presenza in regione nell’allora Asl numero 3 del centro Molise come Direttore amministrativo a cavallo tra il 2004 e il 2005 ed oggi l’incarico di grande rilievo nella Asl unica molisana. Percopo era all’ inizio della sua carriera sanitaria dato in quota a Ciriaco de Mita, ma oggi sembra uomo molto vicino all’eurodeputato irpino (è di Morra De Sanctis, in provincia di Avellino, patria di Francesco de Sanctis, da cui prende il nome) Giuseppe Gargani, con il quale è noto il feeling di Michele Iorio. A marzo di quest’anno, in un convegno organizzato dal Consigliere regionale Antonino Molinaro, Michele Iorio e Giuseppe Gargani hanno affrontato insieme proprio il tema del futuro del PdL in Molise. E oggi Gargani è ricandidato al Parlamento europeo ed ha necessità di un robusto sostegno per battere una concorrenza che, nel PdL, è davvero dura (basti pensare alla competizione con Clemente Mastella, anch’esso nella lista del Popolo della Libertà). Come che sia Angelo Percopo potrebbe quadrare il cerchio di un’alleanza campano-molisano per rafforzare la posizione di Iorio e del PdL molisano all’interno del partito di Berlusconi (ed è risaputo di quanto Iorio abbia bisogno di sfatare l’idea di comunanza con Antonio Di Pietro che a Roma è data per notizia certa). La partita come si vede è complessa e passa, per quanto abbiamo già detto nelle scorse settimane, anche per il ruolo della Cattolica nel Molise. Questa testata, come è sua consuetudine e come ha fatto da sola sinora, vorrà continuare ad informare con dovizia di particolari i lettori su una partita decisiva per gli assetti amministrativi e di potere molisani. |