|
Scritto da Rita Del Noce
|
|
Sabato 28 Gennaio 2012 13:30 |
In quel laboratorio di gelo e di guerra comincia a scrivere appunti scarabocchiati
“Scrivo quello che non saprei dire a nessuno”, per questo nasce il libro “Se questo è un uomo” di Primo Levi (1919-1987). Anche lo scrittore italiano fu arrestato, nel dicembre del 1943, dai nazi-fascisti che lo internarono prima nel campo di concentramento di Fossoli in provincia di Modena; poi lo trasferirono, nel febbraio del 1944, in quello di Auschwitz nel sud della Polomia. Già in quel laboratorio tedesco pieno di gelo, di guerra, di sguardi indiscreti, aveva cominciato a scrivere appunti”scarabocchiati”perchè se gli fossero stati trovati addosso gli sarebbero costati la vita. Quando fu liberato tutti quei ricordi gli bruciavano dentro.
La prima edizione del libro la stampò una piccola casa editrice; in seguito ci fu una ristampa dell’ editore Einaudi e il testo tradotto in ben sei lingue. Lo scrittore fu invitato da centinaia di scolaresche in tutta Italia a parlare del suo libro. Fra le domande più ricorrenti c’era se avesse perdonato i suoi persecutori che lo avevano imprigionato; giacchè nel suo libro non si trovavano espressioni di odio nei confronti dei tedeschi né alcun desiderio di vendetta. Primo Levi rispondeva che l’odio è un sentimento animalesco e rozzo...il linguaggio del testimone, pacato e sobrio, non lamentevole della vittima, né irato del vendicatore, sarebbe stato più credibile, utile e obiettivo: così il testimone prepara il terreno al giudice. “I giudici siete voi” diceva agli studenti. Oggi ci sono fanatici che cercano di diffondere soprattutto fra i giovani, idee folli che credono alla superiorità della razza bianca volendo far sopravvivere quelle idee che la stessa storia ha sconfitto. Odiano i diversi, gli stranieri, soprattutto gli africani, i rom o gli italiani di fede ebraica, i poveri. Ci rendiamo conto che non bisogna dare ascolto a queste persone se solo ci giriamo attorno nelle nostre scuole e pensiamo a quanto scambio di ricchezza c’è nelle classi multietniche; ai tanti bambini figli di genitori stranieri che a pieno titolo sono italiani con il diritto di integrarsi. Purtroppo anche in Italia si verificano episodi di razzismo e l’ultimo mese di dicembre è stato un mese nero: 13 dicembre 2011: un uomo di cinquant’anni,razzista ed estremista, ha preso la pistola e ha ucciso a Firenze i primi africani che incontrava ammazzando due venditori ambulanti, Samb Modou e Dipo Mor. A Torino è stato incendiato un campo rom abitato anche da donne e bambini a causa delle false accuse di una sedicenne. A Firenze, un uomo accanendosi contro i neri, ha ucciso due ambulanti senegalesi. A Verona quattro teppisti hanno picchiato un ragazzino cingalese. A Bologna 5 giovinastri hanno aggredito e rapinato un senza dimora. Un gruppo nazista italiano ha pubblicato sul proprio sito una lista di sacerdoti, vescovi, giornalisti, politici, magistrati colpevoli di aiutare gli immigrati. RDN |