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Scritto da Rita Del Noce
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Domenica 25 Dicembre 2011 12:30 |
di Rita Del Noce
In una quinta primaria a Vinchiaturo si preparavano gli addobbi natalizi per decorare l’aula e poi c’era la poesia da imparare, già gli assaggi dei vari dolcetti tipici mentre in aria volavano parole che sapevano di “casce e ova”, baccalà arracanato, pizza di granone con verdure e fagioli. Più lontana in quei giorni era la grammatica e la matematica se non per contare, durante la proiezione del filmino, sino a tredici: il numero delle notti molisane.
Un intreccio fra religione e magia che, protagoniste le varie tradizioni locali, si sarebbe dipanato di lì a poco tra la fine e l’inizio anno in uno srotolarsi di fuochi, suoni, immagini e novene (perchè il rituale religioso dura nove giorni) per i ” giri natalizi”degli zampognari. Ed era Bagnoli del Trigno, Pietracupa, Oratino, Trivento dove in un grande tronco capovolto ardeva la faglia (una enorme torcia di dieci metri fatta di canne spesso rubate qua e là) che si trasportava a mo’ di cero. La ‘ndocciata di Agnone dove le torce, questa volta, avevano forma di ventagli con apertura anche di venti fuochi alti ben quattro metri. Un vero fiume di fuoco che avanzava! O ancora i suoni del bufù (botti con le canne) di Sepino, Ferrazzano, Gamabatesa, Casacalenda nella notte di S. Silvestro. O quelle immagini che ricordavano la vita di Gesù e che si susseguivano nelle vie dei paesi di S. Polo, Cercemaggiore, Bojano, Guardialfiera, Montenero di Bisaccia per un viaggio nella memoria attraverso i tanti quadri viventi evocativi dei momenti più importanti del Natale. Fra tutte queste piacevoli “distrazioni” c’era in classe, appeso alla parete un nudo cartellone pronto per essere vestito dalle parole degli alunni: un biglietto personale da lasciare in classe, un messaggio augurale da portare a casa. Fra gli alunni di quella quinta c’era un bambino di diversa religione che, affascinato dall’aria che si respirava in classe, voleva anch’egli lasciare sul cartellone il suo biglietto. Pur restando del suo credo, egli voleva offrire il suo messaggio ed unirsi ai compagni nel segno dell’amore e dell’amicizia . Era davvero un bel regalo per tutti, maestre comprese. |