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Scritto da RDN
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Domenica 25 Dicembre 2011 10:00 |
Prosociali si nasce ma si può diventarlo anche a scuola con la matematica. E che prosociali si diventa lo ha dimostrato uno studio condotto a Genzano, una cittadina in provincia di Roma, su 130 studenti delle scuole medie, per due anni consecutivi. Il risultato: tra i ragazzi che per mesi e mesi hanno lavorato con i ricercatori del Centro interuniversitario per la ricerca sulla genesi e sullo sviluppo delle motivazioni prosociali e antisociali dell’università Sapienza di Roma, si sono registrate meno condotte aggressive e devianti, meno bullismo.
Hanno lavorato insieme oltre agli studenti anche gli insegnanti predisponendo laboratori per aiutare gli studenti a padroneggiare il lessico dei sentimenti e fare esperienza di abilità prosociali. In seguito gli insegnanti hanno messo in risalto nella loro materia i valori dell’altruismo e della solidarietà persino durante l’ora di matematica assegnando problemi sul risparmio verso il territorio o che tirassero in ballo il risparmio idrico. Insomma essere prosociali è un bel regalo da fare non solo a Natale; ovvero regalare un pò del proprio tempo agli altri dando altruismo e solidarietà. Questo comportamento fa star bene noi e gli altri diminuendo le condotte aggressive e da bullo. Fa scoprire che la stima e la popolarità fra i compagni si può conquistare con gesti di bontà, con un abbraccio piuttosto che con uno sgarbo o, peggio, uno spintone. Fa riflettere la frase di Antonella della quinta primaria di Sepino, quando al termine della conversazione in classe sul tema del volonariato, ha sostenuto che dobbiamo “buttare via dal nostro cuore la cattiveria e infilare l’amore “ dimostrando che anche un piccolo gesto può significare qualcosa per qualcuno. RDN |