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Scritto da Pietro Colagiovanni
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Domenica 27 Novembre 2011 09:00 |
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Come sanno bene i nostri lettori riteniamo Michele Iorio il miglior politico attivo nella regione. Ed anche la formazione della nuova Giunta regionale ha confermato queste sua distintiva qualità. Si tratta, infatti, di un capolavoro di quadratura politica, un colpo di genio per uscire da una situazione difficile e complessa.
Le cose stanno così: Iorio, forse incautamente, proclama subito dopo le elezioni un veto sugli Assessori esterni. Una volta pronunciato l’editto in modo così perentorio non si può più tornare indietro evidentemente. Nel contempo Iorio ha vinto grazie ad una coalizione estesa, i cui componenti, in un modo o nell’altro chiedono di poter partecipare al governo della cosa pubblica. Una cosa legittima e giustificata, al di là delle ambizioni e delle attese dei singoli componenti e candidati. Non solo. Iorio, dopo la logorante attesa per la proclamazione, decide anche di dare l’esempio di un governo snello, fiutando il cambiamento radicale del vento nell’opinione pubblica (che peraltro, con oltre 10 punti di voto disgiunto, aveva già sperimentato sulla sua pelle). E quindi avanti con una Giunta a sei, composta tutta da Consiglieri regionali. Rispetto alla coalizione estesa una specie di suicidio politico. E, sempre per complicarsi la vita, Iorio vuole sostanzialmente accanto a sé Assessori fidati con i quali ha condiviso il lungo percorso amministrativo: Fusco- Perrella, Vitagliano e Di Sandro (che hanno dalla loro un consenso plebiscitario ma che sono tutti del PdL) Velardi (eletto nel maggioritario e non nel proporzionale) oltre ad Antonio Chieffo. In pratica la quadratura di alto livello, l’idea che sposta l’attenzione dai bilancini della politica, dei partiti, delle liste, dei candidati si fa tutta sul sesto Assessore. E qui Iorio supera se stesso. Il sesto Assessore è la novità assoluta, il giovane, il tecnico e l’imprenditore: è Michele Scasserra. Cioè l’uomo che avrà 50 anni nel 2020, il brillante Presidente dell’Associazione Industriali, la persona che non fa politica per vivere ma che ha la passione di voler cambiare la terra in cui risiede e lavora. Tra l’altro Michele è una persona popolare, alla mano, viene da un movimento e non da un partito (Molise Civile). Insomma la scelta di Michele Scasserra fa della nuova Giunta Iorio un’altra cosa, la rende plastica e pronta ad affrontare i difficilissimi tempi che ha davanti a sé. Non solo. L’innesto di Scasserra armonizza e valorizza anche le precedenti esperienze, le tonifica. Perché il molisano non ama i cambiamenti radicali e al buio, perché i precedenti Assessori sono comunque persone cui viene riconosciuta competenza e impegno. Insomma Michele Iorio ha tramutato, con un colpo d’ala un potenziale pasticcio in una promessa. La nuova Giunta è bene attrezzata per far navigare il Molise nelle acque più agitate della sua storia. E siccome Iorio è un politico sopraffino ai grandi esclusi, correttamente, non chiude la porta. A quelli presenti in Consiglio offrirà delle deleghe (una specie di assessorato a costo zero), Nico Romagnuolo resterà sub Commissario e ai candidati esclusi cercherà di trovare le quadrature nell’ambito degli enti sub regionali o collegati all’amministrazione regionale. Un solo punto, in questo quadro, ci lascia francamente perplessi: la funzionalità del Consiglio regionale come organo di controllo, di programmazione e di legislazione. Con un terzo abbondante dei suoi membri impegnati nell’amministrazione (tra Giunta, delegati e subcommissario) come si fa ad avere un livello elevato di attività di aula? La scelta di Mario Pietracupa come Presidente del Consiglio è una scelta di sicura qualità ed è nelle corde dell’esponente dell’AdC. Ma se le opposizioni fanno il loro lavoro (che è quello di opporsi ovviamente con l’auspicio della costruttività) e mezza maggioranza è impegnata nella gestione quotidiana della cosa pubblica, come si fa a fare una produzione legislativa (a cominciare dalle commissioni) di livello? Forse ancora una volta Iorio dovrà trovare qualche idea creativa e innovativa, lo speriamo vivamente. Una parola ora sulle opposizioni, stranamente silenti dopo il grande clamore della battaglia sul conteggio dei voti. Si attende ora che Paolo Frattura, nelle more di ricorsi e controricorsi, assuma la piena leadership del centro sinistra in Consiglio regionale, magari mutando i toni fortemente astiosi della vigilia e della post vigilia elettorale in quelli programmatici e prospettici ai quali ci aveva abituato nella sua attività di Presidente della Camera di Commercio. Si attende anche che il Partito Democratico faccia da traino e risolva tutti quei complessi (a volte contorti) problemi che, probabilmente, hanno impedito al centro sinistra la vittoria il 16 ottobre scorso. Ma al momento di questo ancora non c’è ne traccia. Un’ultima notazione per un escluso, un escluso di lusso. Massimiliano Scarabeo è stato uno dei politici più votati in assoluto in provincia di Isernia, con oltre 2500 preferenze. Un sicuro Consigliere se non fosse che il suo seggio era stato assegnato, in caso di sconfitta, al candidato Presidente della coalizione Frattura. E così Scarabeo è rimasto fuori da Palazzo Moffa nonostante i tantissimi consensi raccolti. Ma Scarabeo ha già fatto sapere che non farà alcun ricorso elettorale e che continuerà, invece, a svolgere la propria attività politica al di fuori del Consiglio regionale. Un bell’esempio, un gesto di grande signorilità e un punto da cui ripartire per intendere l’impegno pubblico e politico con uno spirito nuovo e più elevato. |
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