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Scritto da Pietro Colagiovanni
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Lunedì 31 Ottobre 2011 08:15 |
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Passata la convulsa tornata elettorale si comincia, sia pur lentamente, a delineare il quadro dei prossimi equilibri politici regionali. Un quadro comunque non ancora definitivo, tanto meno definitivo se si considera la scia di polemiche sul conteggio dei voti. Una scia che con ogni probabilità sfocerà in contenzioso giudiziario e che quindi renderà sub judice l’esito delle consultazioni. Un esito praticamente inevitabile quando la differenza di voti tra i due candidati presidenti è così risicata e si attesta su appena 1500 voti.
Come che sia è Michele Iorio che oggi ha di fronte a se il compito di organizzare il governo della Regione ed ha già manifestato in una dichiarazione di qualche giorno fa alcune idee. In particolare ha dichiarato di non volere più assessori esterni e questo per motivi di risparmi di spesa pubblica. Si tratta di una scelta comprensibile ma non condivisibile, in quanto foriera di grande instabilità politica. Nel programma del centro destra peraltro c’è un articolato e ampio capitolo dedicato ai tagli dei costi della politica e la priorità non sono certo gli assessori esterni. Il punto è che la coalizione che ha supportato Michele Iorio ha avuto un risultato importante e chiaramente migliore del proprio candidato presidente. Si tratta di quasi dieci punti percentuali. E’evidente che ragioni di equilibrio politico, vista anche la scelta di voler moltiplicare le liste scese in campo, dovrebbero imporre una forte sensibilità sul tema della rappresentanza di governo per tutti coloro che si sono impegnati nell’ottenere il risultato. Non solo. Un Assessore regionale, specie di fronte alle grandi difficoltà che questo governo avrà di fronte, non può ragionevolmente svolgere il proprio mandato a mezzadria con quello di consigliere. A meno che il Consiglio voglia dare l’ennesima prova di sostanziale parco buoi e non diventare, come è auspicabile, un reale luogo di programmazione, di governo e di controllo all’operato della Giunta regionale e del suo Presidente. Così, invece, con la scusa del risparmio sui costi della politica si potrebbe anche creare un guazzabuglio ingestibile politicamente e ingestibile amministrativamente. Se si vuole mandare un segnale forte sul fronte dei costi della politica le opportunità non mancano. Basti pensare ai 4 milioni di euro spesi ogni anno per i vitalizi ai consiglieri regionali delle scorse legislature, spesso dinosauri ben pasciuti a spese dei contribuenti . Basti pensare poi ai gruppi regionali mononucleari o all’utilizzo di carte di credito telefonini e auto blu da parte degli stessi assessori. Ma se poi si vuole dare un segnale forte basta ridurre d’imperio l’indennità degli assessori regionali anche di una percentuale robusta (ed eliminare l’utilizzo delle carte di credito) e proporre una similare riduzione anche ai consiglieri regionali. La maggioranza ha i numeri per farlo e a quel punto anche l’opposizione non potrebbe che convenire sulla proposta. Insomma si può quantificare il costo di questi assessori esterni e rapidamente fare in modo che gli stessi siano a costo zero (anzi la manovra potrebbe portare a veri e propri risparmi) senza partire con il nuovo governo già falcidiato dalle polemiche e dalle recriminazioni spesso giustificate vista le modalità che il centro destra ha scelto per affrontare la competizione elettorale. In ogni caso la dichiarazione di Iorio fornirà da subito un grande vantaggio tattico all’opposizione che potrà insistere (a costo zero) sull’argomento. Capiamo lo stress della tormentata campagna elettorale, capiamo la voglia di comunicare una discontinuità su un tema tanto rilevante per i cittadini, ma anche le esigenze di governabilità hanno una loro fondamentale e decisiva importanza specie in tempo di crisi. |