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I temi dell’economia e della spesa pubblica restano i temi centrali della politica locale, come nazionale. Come sa chi conosce l’approccio di questa testata, bisogna evitare di inerpicarsi su percorsi che semplificano quello che semplice non è. Lo stesso federalismo fiscale, una parola che ognuno riempie dei contenuti che vuole, non è un argomento semplice da affrontare, ha mille sfaccettature e i suoi effetti macroeconomici dipendono in modo radicale da come si applicano anche i suoi più minimi dettagli. In questa sede, oltre a presentare materiale di approfondimento sull’intera questione, vogliamo solo accennare ad alcuni concetti, importanti nel Molise come in Italia più in generale: la riduzione degli sprechi è una priorità che va posta in cima ad ogni agenda politica attuale. E così ha fatto anche il Presidente della Regione, Iorio. Ma il problema degli sprechi è che la loro lotta costa consenso in un sistema di democrazia rappresentativa e richiede tempi lunghi per avere risultati, spesso anche fragili. E’più semplice tagliare una prestazione sanitaria a centinaia di cittadini, che l’auto blu ad un consigliere regionale con il suo blocco di voti nel cassetto. Restano i tagli indiscriminati, meglio conosciuti con il nome di orizzontali, che potremmo definire gergalmente tagli alla cecata.
Questi sono produttivi di risparmi ma portano con sé il seme avvelenato della recessione. Il Presidente degli Stati Uniti lo ha segnalato alla nazione paladina del rigore, la Germania, noi nel Molise dobbiamo solo affidarci alla buona sorte. Il taglio indiscriminato vede il Molise in una situazione di straordinaria debolezza, atteso il basso livello di produttività del territorio. Tagli ai flussi danaro indirizzati alla Regione porterebbero immediatamente il Molise in una recessione di tale gravità che ci vorrebbero anni, se non decenni per uscirne fuori. Come muoversi allora? Certamente con l’inversione di una politica redistributiva, fonte di tutti i principali sprechi degli enti pubblici regionali. Non si tratta di colpire l’auto blu, o i 60 fitti della Regione ma di colpire la strategia politica che ne è alla base, quella della redistribuzione di risorse date. Una filosofia, si badi bene, che Iorio non ha invertito ma che sicuramente Iorio non ha creato, essendo radicata nel dna del sistema politico molisano. Bisognerebbe avere come regola generale quella che una spesa viene autorizzata solo se tutti possono conoscerla in tempo reale, se è trasparente e nota per tutti. In questo senso anche strumenti di democrazia elettronica, come la preventiva conoscibilità delle delibere di giunta regionale in approvazione sui siti istituzionali (e ovviamente di giunta provinciale, comunale e dei consigli di amministrazione degli enti pubblici), la possibilità di fare commenti, di fare obiezioni, di chiedere approfondimenti servirebbe a responsabilizzare i cittadini e a porre un freno al sistema politico. Siamo convinti che con un tale sistema la spesa pubblica discrezionale conoscerebbe una forte frenata,e alla fine, gli stessi attori politici probabilmente non ne subirebbero un gran danno, ma anzi avrebbero anche motivo per essere apprezzati. E il Molise, forse, potrebbe avere ancora un futuro autonomo su cui contare.
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