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Scritto da Michele Petraroia
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Sabato 21 Gennaio 2012 11:18 |
Veder bruciata la bandiera tricolore da giovani siciliani che protestano contro un Governo Tecnico che supplisce ai fallimenti della politica che è specchio della società civile, non è stato uno spettacolo esaltante. Le violenze di alcune frange estremiste di questi giorni a Palermo, Napoli, Roma e nelle Valli Padane, anticipa il clima velenoso di un’Italia destinata ad affondare qualora il Governo Monti salti in aria.
Nei periodi di recessione vince la paura, brillano gli egoismi, tutti sono pronti a fare sacrifici con le tasche degli altri ed il timore della povertà istiga gli spiriti animali che si nascondono negli animi delle persone. Fino a quando il Governo Monti ha colpito pensionati e lavoratori meritava applausi, se si permette di intaccare rendite di posizione, corporazioni, ordini professionali, petrolieri, banche, assicurazioni e lobby dei trasporti e dell’energia, si invoca la lesa maestà. Sentire che i notai rischiano di impoverirsi per via dell’ingresso in quella professione di un migliaio di giovani è semplicemente allucinante. Ma come si fa a rimanere impassibili di fronte a un operaio edile o della FIAT costretti a rimanere al lavoro fino a 66 anni perché si deve salvare l’Italia e ritenere assurdo che altre categorie sociali, notoriamente benestanti, possano essere chiamate a dare il loro modestissimo contributo nella stessa direzione. Non discuto che in sede di istruttoria parlamentare possa esserci un approfondimento dell’articolato correggendo alcune forzature verso i soggetti più deboli che sono stati toccati dal provvedimento, ma se c’è un limite nel Decreto varato dal Governo Monti dopo una seduta fiume di otto ore, è l’eccessiva timidezza verso i potentati forti che condiziona la libera concorrenza ed il mercato nel settore bancario, assicurativo, dei carburanti, nel comparto dei trasporti e di talune caste professionali. Ma tra i proclami roboanti che si susseguono da decenni su questi temi ed il varo di un Decreto che creerà posti di lavoro aggiuntivi, abbasserà prezzi e tariffe, aprirà più facilmente l’accesso dei giovani al mondo chiuso delle professioni e avvierà una salutare concorrenza invocata anche dall’Unione Europea, è preferibile questo primo passo concreto che tanti annunci rimasti lettera morta per anni. |