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Ma in riva all’Adriatico le acque sono tutt’altro che tranquille...
Si è conclusa, con l’elezione di Giuseppe Rocchia (Udeur) a Presidente del Consiglio comunale di Termoli, e la riconferma di Michele Cocomazzi a Vice, la fase acuta della crisi ingeneratasi con le dimissioni del 3 ottobre scorso da parte del Sindaco: un Consiglio che si era aperto con l’ufficializzazione della nuova Giunta e dei due neo-Consiglieri del PD, Criniti e Di Francia.
A Rocchia sono andati 17 voti; diciassette voti anche per Cocomazzi dell’UdC. Un voto è andato al Consigliere della Nuova DC Bruno Verini, ed un altro voto ad Oreste Campopiano (PSI). Per quanto riguarda invece la composizione dell’Esecutivo cittadino, queste le decisioni: Laura Venittelli delega al Bilancio, ereditato dall’uscente Antonio Morelli; Ettore Fabrizio al Turismo a sostituire il "defenestrato" Filippo Monaco, Francesco Caruso confermato alla Viabilità. Emanuela Lattanti dell’Udeur resta all’Ambiente; Antonio Russo confermato alle Politiche Sociali; Mario Di Blasio continuerà ai Lavori Pubblici. Riguardo all’oggetto del contendere, la delega all’Urbanistica, è rimasta ben salda nelle mani del Sindaco. Ed’è proprio a tal riguardo che si è verificato il primo colpo di scena del "Greco 2": infatti spiccavano tra le assenze quelle di Antonio Paparella e Michele Colella, già distintisi per esser stati tra i più scettici riguardo la ricomposizione della crisi e la nuova Giunta comunale. E mentre Franco Scurti, capogruppo del PD, si prodigava nell’accampare giustificazioni circa l’assenza, veniva prontamente sconfessato dal documento, a firma proprio dei due Consiglieri di maggioranza, con il quale questi prendevano decisamente le distanze da decisioni e scelte del Sindaco Vincenzo Greco: "non possiamo non prendere atto e constatare – recita il comunicato - che quanto abbiamo detto, scritto e ribadito in modo chiaro ed inequivocabile, e posto come condizione per proseguire il cammino in comune, non è stato preso in considerazione. Non possiamo far finta di niente, immaginando che le parole nostre ed i nostri documenti siano espressione vuote: abbiamo una faccia e le nostre idee hanno un valore ed un senso. La serietà e la volontà di proseguire questa esperienza amministrativa l’abbiamo dimostrata apponendo la firma qualche giorno fa al documento condiviso da tutta la maggioranza. Ma la delega all’Urbanistica e la carica di vice-Sindaco dovevano essere espressione del gruppo democratico. Appare chiaro che, per il rispetto della nostra parola, della nostra dignità e per il rispetto che i cittadini di Termoli meritano, riteniamo doveroso prendere le distanza dalle scelte fatte dal Sindaco Greco". Ecco quindi che la tanto sbandierata armonia ritrovata in seno alla maggioranza in Municipio non appare poi così certa come annunciato in questi ultimi giorni, ed i due Consiglieri del PD Colella e Paparella, rimasti per la verità coerenti con le loro iniziali condizioni, e segnatamente l’affidamento della delega all’Urbanistica ad un Assessore e non al Sindaco, hanno posto ancora una volta l’accento sulla discutibile unità di intenti in seno al centro-sinistra. La compattezza della nuova Giunta, appena ufficializzata, parrebbe già scricchiolare. E naturalmente non si è tardato, da parte dell’opposizione, nel sottolineare questa partenza tutt’altro che "lanciata" del Greco-bis: "…la bocciatura della precedente Giunta, era stata accompagnata dalla richiesta di rompere con quanto sino ad allora era stato fatto e di avviare un nuovo percorso – afferma Alberto Montano dai banchi della minoranza – nel segno di una discontinuità amministrativa e politica. Importanza fondamentale veniva data all’interruzione di una vicenda senza eguali in nessun posto del mondo, cioè che non solo un Sindaco eletto per amministrare la cosa pubblica continuasse a fare il notaio nella medesima città amministrata, ma che avesse preteso di continuare a gestire personalmente la delega all’Urbanistica, occupandosi così degli affari privati di cittadini e imprese al mattino quale notaio, e degli stessi cittadini e delle stesse imprese nelle stanze del Comune al pomeriggio. Questo a generare un possibile conflitto di interessi, estremamente pericoloso e dannoso per un amministratore pubblico chiamato a governare con trasparenza. La richiesta in tal senso dei Consiglieri del PD non solo era coerente – continua Montano – ma sarebbe stato finalmente un gesto di significativa discontinuità con quanto sino ad allora avvenuto, e sembrava fosse stato compreso e sostenuto dai dirigenti politici del PD. Che cosa è invece accaduto lo conosciamo, come sappiamo che ancora una volta Greco è rimasto abbarbicato all’Urbanistica, ove evidentemente prova troppo piacere ad occuparsi da solo degli intrecci di interessi pubblici e privati di cui si nutre questa materia…". E’ attesa in queste ore, inoltre, lo scioglimento della riserva da parte di Greco riguardo la nomina del vice-Sindaco: le voci in merito parlano di Mario Di Blasio, anche in qualità di esponente "anziano" della Giunta, quale assegnatario della discussa delega lasciata in eredità da Filippo Monaco, allo stato attuale escluso dall’attività politica ed amministrativa del Palazzo di città.
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