|
Il Presidente Stefano Sabatini spiega i meccanismi di funzionamento concreto dell’importante ente di approvvigionamento idrico
Cari cittadini molisani, se andrete a Ischia a trascorrere un periodo di vacanza termale in un certo senso vi sentirete a casa perché al ristorante vi serviranno da bere acqua molisana. Ci ha reso al corrente di questa interessante curiosità, il Presidente dell’Agenzia regionale Molise Acque, Stefano Sabatini, durante un’intervista rilasciata al nostro giornale.
L’ente pubblico molisano è proprio di una rete di distribuzione idrica tale da prevaricare i confini regionali: infatti serve anche alcuni comuni della Puglia e della Campania, in particolare: l’intera città di Benevento, parte del napoletano e l’isola di Ischia, usufruendo del 70% delle nostre risorse. Nel 1999 Molise Acque subentra al posto dell’E.R.I.M. (Ente Regionale Idrico del Molise), in forza delle leggi regionali n. 37/99 e n. 21/02, gestendo una rete di condotte estesa su 2000 km e ben 35 centrali di sollevamento servendo un bacino di utenza di circa 500 mila abitanti. "L’acqua viene captata dalle sorgenti, in seguito viene sollevata, attraverso centrali alimentate a energia elettrica, e infine viene distribuita sull’intero territorio regionale." - ha spiegato il Presidente Stefano Sabatini - "Il nostro processo di adduzione di risorse idriche, però, non interessa direttamente i privati cittadini ma i comuni, i consorzi di bonifica e quelli industriali che a loro volta, rispettivamente, riforniscono le aziende agricole e manifatturiere". La parte più visibile della "macchina idrica" molisana è costituita dalle dighe, in particolare quella del Liscione, che serve dieci comuni del basso Molise tra cui: Termoli e le Piane di Larino, oltre a tutti gli ettari che sono a valle della stessa. L’emergenza idrica non è più ormai propria solo dei paesi a Sud del mondo, ma è un fenomeno che ha inglobato anche l’Italia, basti pensare ad alcune zone pugliesi, calabresi, siciliane e del Nord."Fortunatamente in Molise c’è acqua a sufficienza solo che il nostro maggiore problema è quello delle perdite, oltre alla siccità che colpisce alcuni comuni soprattutto nel periodo estivo. Per legge, ad ogni cittadino italiano spettano 156 litri di acqua al giorno pro – capite. La quantità che Molise Acque mette a disposizione dei comuni, divisa per il numero dei cittadini molisani è, praticamente, il doppio, in quanto ne giunge all’incirca 320 – 350 litri per abitante. Addirittura, in qualche paese dell’alto Molise, servito da altri acquedotti che si trovano sul posto, si arriva anche fino a 400 litri. Purtroppo però – ha continuato Sabatini – molta di quest’acqua non arriva ai cittadini perché si perde nelle condutture delle reti di distribuzione comunali ormai vecchie e fatiscenti, comportando così non solo una perdita idrica ma anche finanziaria che va a gravare sui bilanci". Sì, perché sono soprattutto i comuni che pagano, oltre all’insufficienza idrica, anche il consumo smisurato di acqua da parte dei cittadini. Secondo una ricerca svolta da Cittadinanzattiva al livello nazionale, infatti, il Molise risulta la regione più sprecona di acqua potabile. "Il problema è da ricondurre alla mancanza di una "cultura dell’acqua" dal momento che, dando quasi per scontata questa risorsa che seppur economica è purtroppo esauribile, agiamo spesso in maniera superficiale: lasciando i rubinetti aperti quando ci laviamo i denti oppure innaffiare il giardino quando magari non è poi così necessario". Intanto, Molise Acque ha progettato e sta realizzando i nuovi schemi idrici previsti dalla programmazione della Regione Molise, tra questi l’Acquedotto Molisano Centrale che risolverà il problema dell’approvvigionamento idrico della fascia costiera adriatica molisana. Questi 120 km di condutture porteranno l’acqua dal Matese, in particolare a partire da Bojano, fino a Montenero di Bisaccia. Grazie a quest’opera i cittadini del basso Molise potranno, finalmente, bere acqua di fonte e non più quella depurata proveniente dalla diga del Liscione. "Io vorrei che Molise Acque si occupasse di tutto il "ciclo idrico integrato", cioè dell’intera fase di distribuzione dell’acqua, dalla captazione alla depurazione già di nostra competenza, fino al suo smistamento in ogni casa o azienda. Ciò è essenziale per i comuni che attualmente non riescono a gestire efficacemente le proprie reti idriche principalmente per mancanza di risorse e di esperienza. Inoltre, vorremmo avviare una campagna di sensibilizzazione rivolta alle scuole, ma non solo, anche all’ intera cittadinanza in modo da educare al corretto uso dell’acqua, perché è un bene troppo prezioso per poter essere sprecato" - ha concluso Sabatini.
|