|
Lunedì 20 ottobre era il termine ultimo per chiudere l’accordo tra gli eterogenei Gruppi di maggioranza nel Consiglio comunale di Termoli: hanno sottoscritto il documento di sostegno al Sindaco 16 su 18 dei Consiglieri, facendo in modo che, a queste condizioni, la richiesta di ritiro delle dimissioni possa approdare sulla scrivania del Sindaco.
Nel documento si chiede a Vincenzo Greco un rilancio autentico dell’azione politica di maggioranza, contestualmente alla richiesta della revoca delle dimissioni. Come secondo punto, una verifica dei contenuti programmatici e quindi un impegno condiviso teso a votare il riequilibrio finanziario del bilancio del Comune. Da quattro che erano, restano per ora due i "dissidenti" del PD, Ettore Fabrizio ed Antonio Paparella, che ora paiono isolati, non essendo più indispensabili numericamente per avere la maggioranza in Consiglio comunale.
Gli altri due, il Capogruppo Franco Scurti e Michele Colella, hanno sciolto infine le riserve e sottoscritto il documento: chiare le affermazioni di quest’ultimo"…meglio un’Amministrazione di centrosinistra con problemi che il centrodestra al governo. Sono e resto un rappresentante del centrosinistra, non c’è alcun dubbio. Ho ritenuto giusto firmare il documento visto che il PD ha la sua legittima rappresentatività in Giunta", cui fa eco lo stesso Scurti "…non firmare sarebbe stato un segno di irresponsabilità, a questo punto". Il tutto possiamo intanto tradurlo in numeri, stando alle ultime indiscrezioni: tre assessori per il Partito Democratico su una Giunta composta da un totale di otto (l’allargamento e relativa modifica del regolamento comunale diventa quindi parte integrante della proposta). I dubbi tornano a sorgere se si considera che la spartizione da "Manuale Cencelli" era stata concordata sulla base di sei Consiglieri del gruppo PD: peccato che ora i PD siano diventati quattro, il che potrebbe indurre altri Gruppi della maggioranza a voler ridiscutere la distribuzione degli assessorati. A tal proposito sono emerse indiscrezioni: la ormai ex Presidente del Consiglio Laura Venittelli, pare abbia cercato fino all’ultimo di convincere, senza risultati tangibili, i due ribelli a firmare. Di contro i Consiglieri Paparella e Fabrizio hanno puntato i piedi, fino all’estrema conseguenza di non condividere il documento, nel tentativo di garantire al proprio Gruppo l’Assessorato all’Urbanistica e l’incarico di vice - Sindaco: una richiesta che la Segretaria Regionale Macchiarola non ha nemmeno provato a sottoporre agli altri partiti, affermando essere questa prerogativa del Sindaco.
Allo stato attuale, quindi, Fabrizio e Paparella paiono isolati. Non più indispensabili per ricompattare la maggioranza e inoltre a rischio espulsione dal PD. Riassumendo, la nuova maggioranza può quindi al momento contare su 16 Consiglieri: 4 del PD (Iacampo, Venittelli, Scurti, Colella); 4 dell’UDEUR (Giuditta, Leone, Rocchia, Petrella); 3 che si definiscono ancora DS (Piccoli, Silverio, Paglione); 2 IDV (De Lena e Antonarelli); 1 SDI (Marino); 1 Rifondazione Comunista (Cataldo); 1 Gruppo Misto (Simone Coscia, ex Città dei Cittadini). Il pallino passa quindi nelle mani del Sindaco, che deve valutare quanto la "pace" apparentemente ristabilita, e le conseguenti garanzie che gli vengono assicurate, siano sufficienti o meno a convincerlo a ritirare le dimissioni, a sua detta irrevocabili, protocollate il 3 ottobre. Quel che non ci sentiamo invece di assicurare è che a tutt’oggi 23 ottobre, giorno della scadenza della revocabilità delle dimissioni di Vincenzo Greco, le sorprese siano finite…
|