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La radiochirugia stereotassica rappresenta una tecnica relativamente nuova per distruggere i tumori cerebrali oppure per curare la nevralgia del trigemino ed altre patologie dolorose o ancora per consentire di curare focolai epilettici all’interno del cervello.
Tale tecnica consiste nell’utilizzare dei fasci di radiazioni molto sottili che vengono diretti con precisione chirurgica in determinate strutture del cervello, in questo modo si possono concentrare dosi molto più alte di quelle consentite dalla radioterapia tradizionale con degli effetti molto soddisfacenti in maniera del tutto non invasiva con rischi estremamente ridotti o addirittura assenti.
Il Prof. Pantaleo Romanelli, responsabile della Neurochirurgia funzionale presso l’Istituto Neurologico Mediterraneo – Neuromed – di Pozzilli, dopo la laurea in medicina ottenuta all’Università di Napoli, si è trasferito negli Stati Uniti, prima a New York poi a Stanford dove, sotto la guida del Prof. Adler ha potuto approfondire la tecnica di radiochirugia stereotassica. Inoltre il Prof. Adler è l’inventore del Cyber Knife, l’apparecchio di radiochirurgia stereotassica oggi più avanzato. Tale apparecchio è un robot che trasporta un acceleratore lineare di peso molto ridotto, pesa appena 29 chili, ma di grande potenza, ha un potere di 6 mega elettronvolt. Trasportato intorno al paziente in vari punti diversi può inviare fasci di radiazioni utilizzando oltre 1.600 traiettorie. In questo modo i fasci possono attraversare svariati percorsi attraverso il cervello, evitando per esempio i nervi ottici, evitando l’ipofisi o tutta una serie di strutture critiche, e vanno a concentrarsi sul bersaglio che si vuole trattare.
Il Prof. Pantaleo Romanelli ha sviluppato una serie di protocolli: per esempio per il trattamento della nevralgia del trigemino, che può essere anestetizzato inviando radiazioni su uno specifico punto del nervo, si tratta di un’ottima alternativa per molti pazienti troppo anziani per fare l’intervento chirurgico tradizionale oppure che non vogliono sottoporsi ad intervento chirurgico.
Ha anche sviluppato la possibilità di usare il Cyber Knife per trattare determinate sindromi epilettiche che sono trattabili chirurgicamente o radiochirurgicamente, come gli amartomi ipotalamici: una malattia in cui si forma un tumore benigno all’interno dell’ipotalamo, zona delicatissima del cervello.
Il Prof. Romanelli ha avuto la grande soddisfazione di vedere pubblicato su Lancet Neurology, la rivista più prestigiosa nel settore delle neuroscienze cliniche, un articolo scientifico che parlava dell’utilizzo della Radiochirurgia stereotassica nel trattamento dell’epilessia. Poiché il New York Times ha dedicato un intero inserto a tutte le possibili applicazioni di quella tecnica, ha voluto citare quello del Prof. Romanelli come uno degli articoli più significativi sulla Radiochirurgia stereotassica.
"Si tratta di un grande onore – ha dichiarato il Prof. Romanelli – sono molto orgoglioso del fatto che il mio lavoro sia stato pubblicato prima su una prestigiosa rivista scientifica poi citato in modo molto positivo dal New York Times".
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