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Sarà presentato venerdì 24 ottobre 2008 presso il Centro Polifunzionale di Belmonte del Sannio (IS), a partire dalle ore 17, il volume "Campanile– Memorie abruzzesi" di Tommaso Lemme, copia anastatica della II edizione stampata a Tucuman (Argentina) nel 1910.
Ristampa voluta dall’Amministrazione comunale di Belmonte con in testa il sindaco Errico Borrelli, il vicesindaco Luigi Ricci, gli assessori Anita Di Primio, Dalio Giuliani, Carlo Fagnani ed i consiglieri Michele Latino, Ferdinando Zaccardi, Gaetano Gabriele, Antonio Di Bartolomeo, Walter Paglione, Bambino Palomba, Cesare Ricci e Marco Ramundo, l’opera è stata redatta quasi un secolo fa dal medico Tommaso Lemme, illustre cittadino belmontese, natovi nel 1860 e morto nel 1920 a Mendoza, in Argentina, ove le vicende di vita lo portarono ad emigrare sul finire del XIX secolo. Qui, uomo di scienza ma di riconosciute capacità umanistiche, pubblicherà un’edizione riveduta, corretta ed illustrata della prima edizione, uscita nel 1900, sotto l’anagramma di M. Somma Metelo, condensandovi la vicenda storica dell’arciprete Giandomenico Lemmis. Anch’egli belmontese e natovi nel 1803, passato alla storia con l’epiteto di "Savonarola degli Abruzzi", per tutta la vita cospirò contro la tirannia borbonica che, legata ai potenti della Chiesa, si adoperò non poco per bloccare questa voce libera del Sannio. Voce considerata a tal punto eversiva da indurre un sicario travestito da frate ad avvelenarlo nel 1853, all’età di soli 49 anni. La pubblicazione, restaurata e ristampata dalla Volturnia Edizioni di Cerro al Volturno (IS), vedrà come relatori lo stesso sindaco belmontese Errico Borrelli, cultore di storia locale, e la professoressa Anna Maria Zaccardi, che delineerà la figura dell’arciprete. Interventi negli indirizzi di saluti dell’assessore comunale Anita Di Primio, del presidente della Provincia Raffaele Mauro, dell’assessore regionale Franco Giorgio Marinelli e del senatore Ulisse Di Giacomo. Le conclusioni sono invece affidate al presidente della Regione Angelo Michele Iorio.
LA TRAMA
Muovendo dalle gesta del Lemmis, l’opera ripercorre tutta la vicenda risorgimentale italiana e, partendo dalla microstoria dell’allora territorio abruzzese (attuali province di Chieti, Isernia e Campobasso), delinea l’epopea della nazione italiana, con tono epico e grande patriottismo. De "Il Campanile" ha scritto Ernesto Sparvieri, discendente del Lemme: «[…] non è solo un libro di storia regionale e narrazione attenta e scrupolosa degli eventi che portarono all’Unità d’Italia, ma soprattutto vuole essere deferente ossequio alla memoria dell’eroico figlio della Chiesa don Giandomenico Lemme, il "Savonarola degli Abruzzi"».
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