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L’opera, firmata da Renato Lalli, tratteggia la storia del poeta e sindacalista italo-americano, nativo di Ripabottoni - La presentazione presso la Provincia di Campobasso
Nell’aula consiliare dell’Amministrazione provinciale si è tenuta la presentazione del libro "Arturo Giovannitti" di Renato Lalli (Edizione Boulé – Quaderni di studio), organizzato dall’Associazione Boulé. Oltre all’autore, presenti Filippo Poleggi, moderatore dell’incontro, Michele Fatica docente all’Università Orientale di Napoli, Maria Luisa Lolli Direttore delle Edizioni Boulè, Quaderni di Studio.
Sia Poleggi che il prof. Fatica hanno speso parole di elogio per l’opera di Lalli. Fatica ha descritto il libro come un’opera poetica, con sottofondi musicali per ogni capitolo, un libro in cui si respirano i profumi e gli odori dell’infanzia di Giovannitti, dove rivive il paesino molisano, Ripabottoni, che gli ha dato i natali, un libro che raccoglie sociologia, antropologia ed etnologia contadina. Laura Lalli ha esordito con queste parole: "abbiamo voluto la ristampa di questo volume per farlo conoscere ai molisani, in particolare vorremmo presentarlo ai giovani, perchè conoscano le loro origini e la loro storia. Il nostro è un modo di fare cultura al di fuori di schemi politici di clientelismo. Penso che sia necessario che i giovani molisani prendano coscienza della figura di Arturo Giovannitti, poeta e sindacalista italoamericano, nato a Ripabottoni il 7 gennaio 1884 e morto a New York il 31 dicembre 1959". L’intervento dell’autore ha poi presentato la figura di questo eroe molisano, che purtroppo pochi conoscono, ripercorrendo le tappe più importanti e più drammatiche della vita di Giovannitti: intanto dopo la sua fuga dall’Italia giovanissimo, perchè era stato marchiato di essere anarchico, approdò in Canada e aderì nel 1908 alla Federazione Socialista Italiana del Nord America e, successivamente, al sindacato rivoluzionario Industrial Workers of World (IWW). Nel 1912 fu coinvolto con Joseph Ettor in un caso giudiziario che lo rese noto in tutto il mondo e che anticipò il più famoso caso giudiziario di Sacco e Vanzetti. Durante il grande sciopero di Lawrence, nel Massachusetts del 1912, fu uccisa la sedicenne Anna Lo Pizzo, una operaia tessile, durante gli scontri con le forze dell’ordine. Ritenuti responsabili della sua morte, Arturo Giovannitti, Joseph Ettor e Joseph Caruso vennero arrestati ed incarcerati. Il loro caso suscitò un enorme clamore nell’opinione pubblica americana e mondiale. Per affermare la loro innocenza si fondarono movimenti e associazioni in tutto il mondo. I lavoratori tessili di Lawrence proclamarono uno sciopero generale per il loro rilascio. Giovannitti venne processato con Ettor e Caruso a Salem nel Massachusetts. Furono scagionati nel novembre 1912. Giovannitti fu instancabile nel suo attivismo. Fondò e scrisse su vari giornali in lingua italiana e inglese. Nel 1923 fu il primo segretario generale Anti-Fascist Association of North America. Nel 1925, insieme a Ettor, si adoperò per la causa di Sacco e Vanzetti. Renato Lalli ha concluso l’incontro dicendo: "era necessario restituire dignità ai lavoratori divisi da piccole rivalità e proprio a loro Giovannitti ha dato una coscienza. Fu il poeta dei lavoratori, a sorreggere la sua infiammata poesia, la cultura umanistica appresa al Mario Pagano, la poetica di Carducci, la grandezza di personaggi italiani dell’arte come Raffaello, Leonardo, Michelangelo. E negli ultimi anni della sua vita, quando il periodo delle lotte era lontano, Giovannitti scopre un altro italiano, San Francesco". Un incontro molto interessante ed ancora una volta una constatazione dolorosa: il Molise non conosce i suoi figli. Si parla tanto di dare dignità agli emigranti, ma quanti conoscono Giovannitti, che proprio per gli emigranti ha lottato, contro il Fascismo, le ingiustizie, gli sfruttamenti?
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