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Pesa la mancanza di altri clienti, oltre al Comune azionista, e la risicata remunerazione per i servizi svolti
Un Consiglio comunale monotematico si è occupato della questione. Ma ormai il caso della Sea-servizi e ambiente Spa, società partecipata al 100% dal Comune di Campobasso, è datempo agli onori della cronaca. Ma qual’è la reale situazione della Sea, secondo lo stile di questo giornale, che preferisce dare i numeri e i dati, lasciando il giudizio ai lettori?
La prima anomalia è che la Sea ha un solo cliente, ossia il suo azionista. La Sea emette fatture solo al Comune di Campobasso, che è il suo unico socio. Una situazione francamente incomprensibile. Si tratta di un’enorme partita di giro. Ogni anno il Comune affida lavori per circa sei milioni di euro alla Sea, cioè a se stesso, che alla fine chiude pure in perdita. E perché chiude in perdita. Probabilmente perchè l’organico è molto vasto, oltre 92 unità ed anche perché il Comune sottopaga i servizi affidati alla Sea (sgombero neve, raccolta rifiuti, gestione dei parcometri). A fronte di un costo medio di 100, il Comune di Campobasso ne dà solo 80. Ma perché fa questo? Perché il bilancio della Sea non rientra nel bilancio del Comune e non è ad esso allegato né, tantomeno, consolidato. Così facendo si abbellisce il bilancio della città capoluogo e si peggiora quello della controllata. Ma si tratta di un’operazione puramente contabile che ha accresciuto negli anni i debiti della Sea. Anche qui il passaggio è logico. Se chiudo in perdita, o il Comune la ripiana, e lo ha fatto nel 2006 conferendo due immobili di sua proprietà, o si scarica tutto sul debito. Che negli anni (la Sea non ha mai chiuso un bilancio in utile) ha raggiunto la ragguardevole cifra di oltre 7 milioni di euro. A peggiorare le cose ci sono stati anche investimenti sbagliati: l’impianto di ossidoriduzione di Vinchiaturo, un’idea infelice per la quale il vecchio consiglio di amministrazione (non l’ultimo che si è dimesso qualche giorno fa, già rimpiazzato, ma quello ancora precedente) è stato chiamato a risponderne da parte della Corte dei Conti. Una fonte di perdite che continua a gravare sui bilanci della Sea, così come lavori di ristrutturazione in una sede locata dalla Sea a corso Bucci e poi non più utilizzata. Oggi l’amministrazione comunale, che ha designato i nuovi vertici della controllata, promette che gli errori svolti in passato non si verificheranno più. Resta, però, il problema essenziale di una società di diritto privato nella forma ed ente pubblico nella sostanza. L’impegno è di far uscire la Sea dalle secche dell’unico clienteazionista. Ma il mercato è competitivo e la società potrebbe avere più di qualche difficoltà ad uscire dal recinto di casa ed affrontare i mari perigliosi e difficili della concorrenza per acquisire altri clienti oltre al Comune di Campobasso.
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