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È una notizia che è giunta qualche ora fa e, vista la situazione drammatica del nostro ospedale che, Larino viva, insieme al suo consigliere Cataffo, al suo candidato Di Lena ed a tutti i consiglieri dell’opposizione, ha avuto modo di denunciar in più di un’occasione, è, a nostro parere, da ritenere verosimile: la chiusura a partire da settembre del reparto di ostetricia al “Vietri” di Larino.
C’è chi parla di una circolare firmata dal commissario Giorgetta dell’Asrem del Basso Molise trasmessa ieri sera ai responsabili dell’ospedale di Larino. Due le ragioni:
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un ordine arrivato dal Ministero della Sanità;
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la giustificazione che il reparto non può rimanere aperto in mancanza delle sale di rianimazione.
Se la prima ragione risponde al vero, è anche vero che ci dev’essere stato, da parte di qualche responsabile della sanità molisana, chi ha posto una domanda al Ministero della Sanità e lo ha fatto solo per lavarsi le mani da buon Ponzio Pilato.
Per quanto riguarda la storia delle sale di rianimazione c’è da dire che essa è diventata una farsa dopo la chiusura, nel momento in cui sembravano pronte a otto anni dall’inizio dei lavori, da parte del Procuratore della Repubblica di Larino e dopo l’impegno, assicurato allo stesso Procuratore, del dirigente massimo della Sanità molisana, Florio, di completare subito i lavori per aprire sale fondamentali per i reparti di chirurgia.
Sono passati mesi è tutto è rimasto come prima, con il risultato di una presa in giro generale che ha pagato e continua a pagare solamente l’ospedale di Larino.
Cosa dicono il sindaco di Larino ed il suo vice di questa operazione di sfaldamento delle strutture portanti del ruolo e delle funzioni del nostro ospedale?
Noi di Larino viva pensiamo, visto che è già successo in altre situazioni, che continuerà ad affermarsi il silenzio, la regola di comportamento del sindaco di Larino e del suo vice, salvo poi uscire fuori per dire che loro sono fatti così, non hanno tempo di raccontare le cose che fanno con “umiltà e tenacia”, e riservarsi, però, quando le soluzioni sono state trovate da altri, il merito del risultato.
Sempre noi di Larino viva e, con noi, tutti gli altri dell’opposizione, abbiamo cercato di far capire che, di fronte alla situazione della sanità ed a quella più specifica dell’ospedale di Larino, la pratica del cappello in mano da parte di chi, più di noi dovrebbe sapere come stanno le questioni e cosa si prevede, non solo non paga, ma rende deboli e insignificanti chi la porta avanti. La “cultura” del favore è quella che toglie ogni spazio alla cultura della progettualità e della programmazione, provocando solo miserie, soprattutto di ordine morale.
Non dimentichiamo che il sindaco ed il vicesindaco di Larino sono operatori sanitari e, per di più, dell’ospedale “G.Vietri”, che, dopo l’approvazione di un documento al posto di una legge, hanno sentito il bisogno di “ringraziare il Presidente Iorio” per aver mantenuto gli impegni nei confronti di Larino, affermando che si sentivano appagati di come erano andate le cose per il nostro ospedale.
Evidentemente quando è caduta la briciola nel cappello l’hanno scambiata per una pagnotta di pane.
Ora, bando alle polemiche, fin troppo facili, e pensiamo alla situazione sempre più difficile del nostro ospedale e della sanità molisana, per capire cosa fare e vedere come salvare il salvabile, cogliendo queste ore e questi giorni per bloccare ogni decisione ed assicurare, insieme alla continuità, il rafforzamento di un presidio che serve a Larino, ed, ancor più, al suo territorio.
In tal senso rivolgiamo un appello a tutti i nostri concittadini per una mobilitazione a difesa del reparto che qualcuno vorrebbe cancellare e dell’ospedale, nella consapevolezza che il rischio che corre l’ospedale di Larino è un rischio che coinvolge anche l’ospedale di Termoli e la sanità del Basso Molise.
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