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venerdì 21 novembre 2008
 
Venafro: randagismo, l'intervento dell'Assessore Petrecca | Stampa |
Scritto da Redazione   
giovedì 21 agosto 2008

In merito alle notizie riportate da alcuni organi d’informazione circa il fenomeno randagismo a Venafro, l’assessore all’Ambiente arch. Sergio Petrecca, ha voluto fornire dettagliate e documentate precisazioni, smentendo, di fatto, i contenuti e il tenore dell’articolo di che trattasi. Intanto preme subito ribadire, onde ristabilire la giusta e corretta informazione, che il Comune di Venafro e l’Asrem Molise, assicurano il servizio di cattura e custodia dei cani randagi. Tant’è che nel 2007 e nei primi otto mesi e mezzo del 2008, sono stati effettuati dalla società incaricata oltre 80 interventi che hanno prodotto 52 "catture", di cui 27 nel 2007 e 25 dal 1 gennaio del 2008 ad oggi.

 

Altrettanto falso è l’articolista quando sostiene che "non funziona in loco un ambulatorio veterinario che dovrebbe servire a sterilizzare le cagne". L’ambulatorio c’è ed è attrezzato con sale chirurgiche per la sterilizzazione. È ubicato presso il vecchio ospedale di Isernia e serve il bacino d’utenza del capoluogo di provincia. L’efficienza dello stesso è confermata dai numeri: circa 150 sterilizzazioni negli ultimi due anni. È incredibilmente inquietante l’autore dell’articolo quando – a suo dire – consigliato da un esperto, avanza l’ipotesi di "rimettere in circolo le cagne sterilizzate senza correre pericolo di aumento della popolazione randagia". Lasciare una cagna in libertà equivale ad abbandonarla. È ormai noto che il reato di abbandono è punito penalmente. Al contrario, invece, la struttura che opera per conto della Asrem e del Comune di Venafro, agisce in coerenza con la Legge 281 del 91, che sostiene l’affido a terzi delle povere bestiole. Il tal senso, sono solo 23 i cani ricoverati presso il canile convenzionata. Di tutti quelli catturati tra il 2007 e 2008, infatti, 29 sono stati riaffidati (17 nel 2007 e 12 nel 2008) a privati che hanno fornito garanzie di buon trattamento. Per quel che concerne gli oneri sostenuti dal Comune per il sostentamento delle sfortunate bestie, l’estensore dell’articolo mette a confronto il costo erogato attualmente dall’Ente per ogni cane (2 €) e la cifra percepita dal canile (0,90 €) che operava in loco e chiuso da un intervento della magistratura qualche anno fa. È evidente che se gli organi di giurisdizione hanno optato per la chiusura della struttura venafrana, lo hanno fatto con cognizione di causa e, soprattutto, suffragando il provvedimento con elementi, probabilmente gravi, ma quantomeno sufficienti a sostenere tale decisione. Il Comune di Venafro, dunque, eroga una somma pro-cane assolutamente allineata ai parametri nazionali. Somma necessaria a garantire la permanenza dei "migliori amici dell’uomo" in una struttura autorizzata, efficiente e, soprattutto, in regola con le complesse norme in vigore. In conclusione, quindi, non è assolutamente vero che "sia la Asl (forse l’articolista voleva intendere l’Asrem) che i politici si disinteressano del fenomeno". Proprio nei giorni scorsi, tra l’altro, si è tenuto un vertice in Comune che ha visto partecipi l’assessore Sergio Petrecca, alcuni rappresentati dell’Azienda Sanitaria Regionale e i responsabili locali dell’AIDA. I convenuti hanno raggiunto un’intesa su una serie di progetti che saranno attuati già dall’autunno prossimo.

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