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A Colli a Volturno, Giovedì 14 Agosto alle ore 21.30 in Piazza Municipio, appuntamento con un repertorio attinto rigorosamente dall’immensa tradizione classica partenopea curato dal fantastico trio NAPOLINCANTO. Da dieci anni, in piccoli paesini o in grandi città d’Italia ed europee, in sale parrocchiali o in prestigiosi teatri, il successo del trio Napolincanto è stato sempre confermato dal desiderio del pubblico di esserne nuovamente spettatore a distanza di breve tempo e nei medesimi luoghi.
Il gruppo ha una notevole attività concertistica. Ha partecipato tra l’altro alle celebrazioni per Carl Orff in Germania ed ha tenuto un concerto privato, nel febbraio del 2004, per l’allora cardinale Ratzinger che commentò: "Vi ringrazio di avermi fatto conoscere Napoli al di la delle astratte sociologie". Il trio è composto da: GIANNI AVERSANO alla voce, alla chitarra ed alla recitazione; è insegnante di filosofia e storia ed è studioso di storia e tradizioni partenopee. NANDO PISCOPO al mandolino e DOMENICO DE LUCA alla chitarra solista e alla percussione. «...Seguendo l'avvicendarsi delle canzoni e della musica dei Napolincanto ci si accorge di un'evidenza che accompagna per tutta la serata: per ascoltare veramente si è costretti a guardare;…… La coincidenza tra sguardo e ascolto s'impone necessariamente per chi voglia seguire uno spettacolo del genere». (G. Fidelibus)
L’osservazione più ricorrente sugli spettacoli di Napolincanto è la sorpresa di una "novità" rispetto ad un repertorio abusato da più di mezzo secolo da tanti artisti: dalle villanelle del 1500 alle canzoni di Sergio Bruni di venti anni fa. Gli arrangiamenti essenziali ed un dialogo continuo e sempre nuovo tra i musicisti sostengono un punto di "vista" mai focalizzato da pur eccellenti interpreti e commentatori della storia della canzone napoletana. Svaniscono il lamento e l’oleografia, affiorano una poesia alla ricerca del vero ed una storia senza abbellimenti o ideologismi. Abbracciando le diverse epoche e stili, il trascinante spettacolo mette a tema, attraverso alcune canzoni, il desiderio che la "bellezza, dura e inarrivabile" si manifesti, la malinconia come avvertimento della vicinanza dell'Infinito, l'amore pieno di dolore ed il dolore pieno d'amore, l'attesa piena di speranza di un bene che non cambia strada. A dare energia e gioia esploderanno, come nello stile di Napolincanto, le tarantelle, il cabaret ed il coinvolgimento del pubblico. Infatti, alcuni brani della scaletta invitano il pubblico ad una partecipazione cantata (almeno nei ritornelli famosi), ed altri offrono, nel finale, un esilarante divertimento. Particolarmente gustose le tammurriate e le tarantelle legate a periodi della storia di Napoli, tra giacobini e sanfedisti, briganti e piemontesi, liberatori americani e nascite "oscure".
Due ore piene di una passione che riempie il cuore di struggimento e che inaspettata esplode in una danza vorticosa e coinvolgente.
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