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La Confcommercio lancia un allarme in seguito a ripetute segnalazioni ricevute da parte di operatori economici associati.
"Abbiamo riscontrato che, per i pagamenti effettuati da enti pubblici – sostiene la Confcommercio – le banche tesoriere trattengono, in modo secondo noi del tutto ingiustificato, sino a 15 euro per non meglio precisate spese di bonifico.
E quasi tutte le banche effettuano simili prelievi. I destinatari dei pagamenti, peraltro, non hanno mai pattuito con l’ente pubblico la sopportazione di tale onere che, per pagamenti frazionati o ripetuti, può raggiungere anche a cifre ragguardevoli. Abbiamo notizia che spesso all’Ente pubblico vengono riservate condizioni di gestione della tesoreria favorevoli, ma sui numerosissimi pagamenti che l’ente pubblico dispone le banche effettuano questi addebiti, scaricando un onere ingiusto sui fornitori.
E’ una prassi a nostro avviso del tutto illegittima, e abbiamo dato mandato al nostro ufficio legale di contestarla sia per ottenere il ristorno delle somme prelevate sia per verificare se non siano rinvenibili profili di violazione della legge penale, in specie dell’articolo 646 del codice, in tale acquisizione di fondi da parte degli istituti di credito.
Inoltre come Confcommercio avvieremo una serie di incontri con l’UNCI (Unione dei Comuni Italiani), con l’UNPI (Unione delle Province Italiane) e con le singole amministrazioni pubbliche per sensibilizzarle al problema e far cessare, quanto prima, questa pratica vessatoria per le imprese e per tutti i destinatari di pagamenti pubblici.
Invitiamo inoltre tutti gli operatori economici che si vengono a trovare in tale situazione a rivolgersi ai nostri uffici di Campobasso e di Termoli per avere la giusta tutela dei propri diritti".
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