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venerdì 21 novembre 2008
 
Zona franca: la replica di Giuseppe Di Fabio ad Antonio D’Ambrosio | Stampa |
giovedì 24 luglio 2008

Caro Antonio, credo sia largamente condiviso che è nell’interesse generale della Città realizzare interventi a sostegno della Zona industriale, in quanto rappresenta un’area importante per lo sviluppo di Campobasso e dei Comuni limitrofi.

Sono convinto, però, che tu sia consapevole che la Zona Franca Urbana non è strumento concepito per lo sviluppo di una Zona industriale. La ZFU, in effetti, deve operare in un’area della città in condizioni di notevole degrado fisico e sociale, che sia di connessione importante per il riequilibrio del territorio comunale. La zona individuata costituisce, a mio avviso, la fascia di raccordo tra la zona industriale, il centro murattiano e le aree di espansione dell’edilizia privata (Vazzieri e S. Giovanni dei Gelsi), oltre che con la zona di Selva Piana con il Centro Fieristico e la Cittadella dell’Economia. La valenza strategica di questa scelta quindi, è riconducibile alla ricerca di uno sviluppo equilibrato ed integrato della città. L’area selezionata opera appunto come elemento di ricucitura tra zone della città, favorisce i processi di sviluppo della qualità della vita urbana, altrimenti ostacolati dalla presenza di un’area di degrado urbano che rappresenta inevitabilmente un elemento di discontinuità sul territorio. La Zona Franca Urbana, quindi, non investe direttamente lo sviluppo della Zona industriale, se non attraverso quella operazione di ricucitura urbanistica ed economica di cui può essere strumento di attuazione. Resta comunque una priorità nell’agenda dell’Amministrazione comunale intervenire direttamente in supporto e per una piena valorizzazione della Zona industriale di Campobasso, ciò attraverso altri strumenti della programmazione regionale. Faccio riferimento, in particolare, alla promozione e definizione, d’intesa con la Regione, di uno strumento per le politiche di intervento industriale nell’area. L’intenzione è di prevedere interventi sulle infrastrutture, materiali ed immateriali, operare per la riconnessione con l’area industriale di Ripalimosani, attraverso politiche di sviluppo concordate tra i soggetti coinvolti, la standardizzazione dei parametri urbanistici e di costo dei servizi, la progettazione ed il finanziamento di assi viari a supporto della logistica aziendale e del flusso delle persone (allargando fino all’area del Rivolo). In tale contesto è necessario procedere ad individuare, organizzare e promuovere attività di filiera produttiva, per valorizzare le attività produttive tradizionali in crisi e supportare la nascita di nuove iniziative imprenditoriali. Tali azioni sono da ricondurre al progetto più ampio della promozione di un Polo dell’Economia, inteso come un sistema integrato, che: preveda l’individuazione di un’area più ampia destinata alle attività produttive, riconnetta il sistema di Selvapiana con l’attuale Zona industriale di Campobasso, metta a punto un sistema integrato di accompagnamento alle imprese che intendono insediarsi nel Polo, in termini di marketing urbano, pacchetto di aiuti, condizioni di localizzazione, standard di innovazione, in linea con la nuova programmazione nazionale e comunitaria. Ritengo che tale percorso può offrire nuove prospettive di sviluppo economico ed essere occasione di ampio confronto, con gli operatori economici interessati e con gli attori collettivi, per la costruzione di processi condivisi.

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