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Approfondiamo la questione della raccolta dei rifiuti verificando alcuni degli atti amministrativi sin qui adottati - Il Sindaco Greco si difende "non è colpa nostra"- La città continua ad essere sporca
La questione della sporcizia profonda in cui versa Termoli ha trovato, nel corso della settimana, un abbozzo di difesa da parte del primo cittadino Vincenzo Greco.
Il Sindaco, in una conferenza stampa, unitamente all’Assessore al ramo, Emanuela Lattanzi, ha sostanzialmente addossato le colpe alla società che attualmente gestisce la raccolta, la Molise Ambiente che, dal primo agosto prossimo, dovrà cedere la mano alla ditta aggiudicataria della gara per il nuovo affidamento del servizio, la Teramo Ambiente spa, società abruzzese con sede a Nereto. Un appalto per 21 milioni e 892 mila euro spalmati in sette anni, oltre 2,2 milioni di euro per singola annualità. Ovviamente la società che oggi gestisce la raccolta ha respinto al mittente l’accusa. Il punto è che quando si fanno le elezioni non si scelgono le società per la raccolta dei rifiuti, ma una squadra di amministratori che ha il compito e la responsabilità, e viene anche remunerata per questo, di tenere la città in ordine e pulita. Le vicissitudini amministrative di una gara d’appalto e le varie possibili o eventuali inadempienze contrattuali sono importanti per una improbabile storia giuridica e amministrativa della città, non certo per il cittadino o per il turista. Resta il fatto che Termoli sporca era e sporca resta, tanto da far creare comitati spontanei di cittadini per protestare contro lo stato di cose. Ma l’attività amministrativa della Giunta Greco in tema di raccolta dei rifiuti è stata davvero intensa in questi mesi. Prendiamo la famosa gara vinta dalla Teramo Ambiente. In una delibera di Giunta "DATO ATTO della straordinarietà della procedura di gara in questione, inerente l’erogazione di servizi considerati pubblici in quanto volti a garantire il godimento di diritti costituzionalmente tutelati quali l’ambiente, la salute e l’incolumità della persona; DATO ATTO inoltre della necessità di dare avvio ai nuovi servizi di igiene urbana in quanto si tratta di un intervento ritenuto prioritario da parte di quetsa Amministrazione; RILEVATO pertanto di poter procedere alla determinazione discrezionale del compenso spettante al commissario esterno dell’appalto in argomento, nelle more della definizione degli importi ordinari minimi e massimi nell’ambito dei quali il Dirigente competente è autorizzato a quantificare il compenso ex art. 14 del Regolamento Comunale per la disciplina dei Contratti;" la Giunta delibera di erogare diecimila euro, oltre a spese e oltre ad iva, al Professor Ingegner Andrea Corti, selezionato come commissario esterno per la gara medesima. La cosa bella di questa delibera è che, pur sostanziandosi nella spesa di danaro pubblico non può, però, non rilevare come la salubrità dell’ambiente urbano, la salute e l’incolumità (tutti oggi messi a rischio a Termoli, specie per i bambini se li portate a giocare in un parco pubblico) sono diritti costituzionali. Inoltre la Teramo Ambiente si occuperà della raccolta, ma visto che i fondi evidentemente erano abbondanti, è stata aggiudicata, sempre nell’ambito della stessa gara, ad una cooperativa piemontese, la Erica il servizio di comunicazione sui rifiuti. Cosa fa la cooperativa Erica? La cooperativa, nata dopo l’alluvione del 1984, è organizzata in 4 settori: comunicativografico, che si occupa di editoria tradizionale e multimediale; il settore tecnico, ingenegneristico e agroambientale, che fa consulenza; il settore educativo che opera nelle scuole e quello europeo che lavora per progetti da presentare all’Unione Europea. A Termoli la cooperativa Erica scenderà dalle valli piemontesi per spiegare ai cittadini, con il metodo porta a porta, i vantaggi della raccolta differenziata, anch’essa organizzata a domicilio, cosa che ha già suscitato più di qualche giustificata perplessità. Non bastasse questo apparato così ricco e articolato, la Giunta Greco ha deciso anche che, per selezionare il comunicatore di rifiuti, fosse necessario un altro commissario esterno, e che anch’esso andasse pagato ad hoc. Leggiamo dalla realtiva delibera, fotocopia della precedente: "RICHIAMATA la determinazione del Direttore Generale n. 1566 del 10.12.2007 con la quale si nominava la commissione giudicatrice per l’appalto in argomento, prevedendo all’interno di essa la presenza del Sig. Sandro Di Scerni per l’appalto del servizio di comunicazione integrata, in qualità di commissario esterno; DATO ATTO della straordinarietà della procedura di gara in questione, in quanto è stata concepita a indispensabile supporto del parallelo appalto del servizio di igiene urbana, inerente l’erogazione di servizi considerati pubblici perchè volti a garantire il godimento di diritti costituzionalmente tutelati quali l’ambiente, la salute e l’incolumità della persona; DATO ATTO inoltre della necessità di dare avvioai nuovi servizi di igiene urbana in quanto si tratta di un intervento ritenuto prioritario da parte di questa Amministrazione" la Giunta eroga al Signor Sandro Di Scerni la somma di euro 2.000 oltre ad Iva per questa sua attività. Ricapitoliamo le cose: il solo servizio di raccolta rifiuti costerà al cittadino termolese circa 70 euro l’anno. Manca all’appello la manutenzione della aree pubbliche, la pulizia dei giardini e tanto altro ancora. A questo vanno aggiunti i costi dell’apparato amministrativo, delle strutture comunali e della stessa Giunta (che complessivamente secondo i nostri calcoli costa al cittadino termolese almeno 250.000 euro l’anno, ossia altri 7/8 euro a persona) nonché, come abbiamo evidenziato dalle delibere citate, quelle delle consulenze necessarie a svolgere la gara e dei soldi assegnati alla cooperativa Erica per dare comunicazione sulla problematica dei rifiuti ai residenti. Non è poco, specie per una cittadina di 32.000 abitanti. A fronte di queste somme così importanti ci si attenderebbe davvero un servizio efficiente ed una attenzione ed una sensibilità diversa da parte degli amministratori. Invece è arrivato il solito, italianissimo incipit: "non è colpa nostra, non abbiamo nessuna responsabilità". Nelle prossime settimane, ad ogni buon conto, approfondiremo ancora la tematica che abbiamo iniziato a verificare in questo numero, sempre per dare al cittadino e all’elettore significativi parametri di giudizio.
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