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Rosa Lombardi in Muccilli grazie alla sua abilità in cucina, ha favorito in tanti l’amore per la montagna
Sul nostro inserto abbiamo raccontato storie sempre al maschile, di uomini d’altri tempi, forti del proprio coraggio e del desiderio di costruire qualcosa d’importante sul pianoro di Campitello. Rivolgiamoci adesso all’emisfero femminile.
Forte della sua tenacia e del suo attaccamento alla famiglia, spicca una donna: mamma Rosa. Parliamo di Rosa Lombardi in Muccilli, sposa di Carlo, vero iniziatore delle fortune della stazione sciistica di Campitello.
Rosa ha lavorato per ben 43 anni nelle cucine del Rifugio Iezza, prima, e dello Sciatore successivamente, inanellando stagioni su stagioni e divenendo il riferimento principe degli amanti del gusto. Rosa non ama parlare di sé, ma noi le tendiamo un tranello sollecitando il suo lato nostalgico che la riporta subito con la mente al 1959 ed alle estati in montagna. "Allora sul pianoro di Campitello c’era solo il Rifugio Alpino, poi intitolato al valoroso militare Iezza, di proprietà dell’Ente del Turismo e gestito da mio marito Carlo. Mio marito, caparbio ed innamorato della montagna, aveva lasciato un importante e sicuro posto di lavoro come funzionario del Corpo Forestale dello Stato e aveva scelto di cambiare la sua vita investendo nella montagna. Nei primi anni e fino all’arrivo della strada, a Campitello, si poteva alloggiare e mangiare solo al Rifugio e solo nei mesi estivi. Ogni fine settimana arrivavano sulla montagna, in modi abbastanza avventurosi, moltissime persone, provenienti da Campobasso, Isernia e le province campane. Immaginate - continua mamma Rosa - che per dormire gli ospiti disponevano di due camerate, una per le signore ed una per i signori. Le pochissime camere singole venivano date solo agli sposi in viaggio di nozze. Esisteva un clima di cordialità che portava le persone, quasi tutte di ceto agiato, quindi abituate alle comodità, ad alloggiare in modo spartano, separate solo da una tenda. A quei tempi frequentavano il rifugio la famiglia Amato, dell’omonimo pastificio selernitano, i Calvani, famosi medici romani e tanti altri. A sentir loro uno dei motivi delle loro inerpicate era la buona tavola". La cucina, a quei tempi, non prevedeva precotti, e tutti i prodotti offerti erano strettamente del posto. Le patate, le verdure, la frutta, le carni e formaggi, tutto proveniva dalla montagna. Nel 1971 si apre l’albergo "Lo Sciatore" ed il regno di mamma Rosa resta sempre la cucina. Certo modernizzata e all’avanguardia e con qualche addetto in più, ma sempre gestita da lei, Rosa, con la sua capacità e, perché no, anche con la sua severità. "Qualche volta mi capitava di arrabbiarmi con i mie collaboratori – ricorda Rosa – se magari qualche piatto non riusciva bene per distrazione. Qualche urlo veniva fuori, sempre giustificato dal diritto dell’ospite a mangiar bene. Certo ero anche sempre pronta a confrontarmi e a complimentarmi se uno chef aveva un’intuizione per migliorare la qualità dei piatti. A quei tempi organizzavamo tanti matrimoni anche fino a 500 ospiti. Il lavoro era pieno di soddisfazioni". Di complimenti la signora Rosa ne ha ricevuti tanti, come tanti sono i piatti che sa cucinare. Qualche ricetta, come ad esempio le lasagne al brodo con sfilacci di pollo, è stata imitata e regolarmente servita a Gallipoli, in casa dell’allora Primo Ministro D’Alema. La first lady del tempo, infatti, alloggiò per alcuni giorni a Campitello e formò la propria conoscenza culinaria frequentando la signora Rosa. Dal 2002 possono godere della sua abilità solo i suoi parenti stretti: infatti, dopo 43 anni di cucina, Rosa è stata costretta per un malanno a lasciare il comando della cucina. Una vera sofferenza per lei abituata a forni e pietanze. Ma non sia mai detto che Rosa abbassa la guardia. Infatti, in men che non si dica, ha organizzato negli alberghi Muccilli un negozio di prelibatezze: "Antichi sapori molisani". Ovviamente anche questa iniziativa è numero uno.
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