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Abbiamo pubblicato, e continuiamo a pubblicare, le consulenze concesse dalla Regione Molise, come è riportato dallo stesso sito dell’Ente. Tre le notazioni, che speriamo non essere demagogiche.
Consulenze della Regione Molise
La prima è che non è dato sapere l’impatto e la valutazione delle somme spese per consulenze, molte delle quali reiterate di anno in anno. Sarebbe preferibile che ciò accadesse e che dell’attività del consulente fosse resa pubblico non solo l’incarico ma anche, a fine mandato, l’esito. In secondo luogo le somme impegnate non sono piccole, e pongono un problema reale. Ammesso, come vogliamo sperare, che tutte le consulenze intercettino esigenze reali della pubblica amministrazione, il corno del problema diventa un altro. La Regione Molise è una delle regioni, rispetto alla popolazione, con il maggior numero di dirigenti a disposizione. L’attività del consulente è assimilabile per contenuti professionali a quella del dirigente. E allora se abbiamo bisogno di tutte queste consulenze, i dirigenti che ci stanno a fare. Si tratta di un problema di efficienza e di logica. Delle due, l’una: o i consulenti sono molto bravi, ed è inefficiente la dirigenza stabile della Regione, o la dirigenza è efficiente, e allora i consulenti sono inutili. Tertium non datur. E trattandosi di diversi milioni di euro, non è un quesito di poco conto. Ultimo punto: le retribuzioni dei consulenti e dei dirigenti sono in linea con territori a deconomia florida, ma sono del tutto sproporzionati rispetto alla realtà dei pari grado privati operanti in regione. Un dirigente privato molisano quegli imponibili se li sogna, pur svolgendo un lavoro di responsabilità pari, se non addirittura, superiore a quello della corrispondente figura pubblica. Quindi c’è qualcosa che non va. Gli stipendi pubblici alti vanno collegati alla capacaità di sviluppare il territorio di riferimento. Se restano solo stipendi alti e l’economia privata non decolla, a tal punto che i responsabili gestionali privati hanno speranze di guadagno frazionali rispetto ai pubblici, bisogna interrogarsi sul modello di sviluppo. Ve l’immaginate una cosa del genere in Lombardia.
Con un’ultima notazione: se le prospettive sono queste, e visto i meccanismi di selezione della classe dirigente pubblica sono ancora impregnati di clientelismo, è ovvio poi che le menti più brillanti e preparate del Molise emigrino. Non tutti hanno voglia di passare la vita dietro l’Assessore di turno per avere un lavoro per il quale hanno studiato una vita...
Consulenze della Regione Molise
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