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venerdì 21 novembre 2008
 
Le consulenze della Regione, il palazzo della Provincia e gli arresti della Forestale | Stampa |
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Scritto da Pietro Colagiovanni   
lunedì 23 giugno 2008

Prima della pausa estiva vogliamo ragguagliare i lettori sulla vicenda, di cui ci siamo occupati qualche settimana fa, del nuovo palazzo della Provincia di Campobasso. Premesso che, nonostante il comunicato stampa della Provincia in cui si ribadiva ogni sforzo di trasparenza, ad oggi, i principali documenti dell’appalto in questione non sono stati resi disponibili, abbiamo continuato noi a cercare di capire qualcosa. A settembre proporremo, insieme all’analisi di altri appalti e realizzazioni edilizie effettuate a Campobasso città in questi ultimi anni, un approfondimento completo della questione della nuova sede provinciale. Per intanto possiamo solo dire che la materia è di sicuro interesse, e meritevole di analisi attenta.

Dai primi elementi a nostra disposizione emergono, infatti, alcuni fatti di rilievo: l’appalto prevede una permuta con beni nella disponibilità dell’amministrazione provinciale, beni di sicuro interesse commerciale; inoltre il percorso di aggiudicazione della gara ha conosciuto una storia molto articolata, con tanto di ricorsi alcuni dei quali tuttora pendenti; infine anche il permesso a costruire rilasciato dal Comune di Campobasso presenta sicure peculiarità, da analizzare con attenzione. La scelta, sollecitataci da molti cittadini e lettori, di capire meglio questa iniziativa edilizia (peraltro in momenti in cui la stessa esistenza dell’Ente Provincia viene messa in discussione) non si sta rivelando inutile o leziosa. La materia è molto tecnica e per questo è necessario del tempo. Siamo fiduciosi che alla ripresa autunnale potremo allora offrire al nostro pubblico un servizio completo ed esauriente sulla questione, e più in generale sull’edilizia del capoluogo regionale nel suo complesso. Gli arresti della Forestale Va dato atto alla Procura di Larino di star svolgendo un’azione importante per l’osservanza della legalità in regione. Dopo l’indagine sulla sanità molisana, oggi la Procura frentana ha messo sotto osservazione i lavori post alluvione. Gli arresti dei giorni scorsi, eccellenti, almeno per gli addetti ai lavori (l’ingner Mario Ragni è un nome di primissimo piano per quanto riguarda le opere pubbliche della Regione Molise negli ultimi quindici anni), sembrano schiudere un percorso che non sembra desinato ad esaurirsi con il sia pur rilevante intervento dei giorni scorsi. Novità potrebbero arrivare nei prossimi tempi, anche significative. La spesa pubblica molisana, lo si ricordi, ha un peso enorme sull’economia molisana, ma i suoi vincoli di trasparenza e di rendicontabilità non sono assolutamente adeguati. La modernizzazione di questa regione passa anche per questa strada. Bene fa la Procura di Larino a proseguire il suo sforzo (per la verità quasi in solitario, nel panorama degli organi di controllo molisani), ma l’intervento della magistratura arriva quando le cose sono già deteriorate. Per modernizzare il Molise è necessario un controllo democratico anche preventivo, che blocchi eventuali pratiche di malaffare prima che le stesse si concretizzino. Per fare questo obiettivo c’è una strada sola: maggiore conoscenza e maggiore informazione, a tutti i livelli. Perchè la gente non è stupida e sa giudicare. Ma deve poter sapere. Le consulenze della Regione Molise Abbiamo pubblicato, e continuiamo a pubblicare, le consulenze concesse dalla Regione Molise, come è riportato dallo stesso sito dell’Ente. Tre le notazioni, che speriamo non essere demagogiche. La prima è che non è dato sapere l’impatto e la valutazione delle somme spese per consulenze, molte delle quali reiterate di anno in anno. Sarebbe preferibile che ciò accadesse e che dell’attività del consulente fosse resa pubblico non solo l’incarico ma anche, a fine mandato, l’esito. In secondo luogo le somme impegnate non sono piccole, e pongono un problema reale. Ammesso, come vogliamo sperare, che tutte le consulenze intercettino esigenze reali della pubblica amministrazione, il corno del problema diventa un altro. La Regione Molise è una delle regioni, rispetto alla popolazione, con il maggior numero di dirigenti a disposizione. L’attività del consulente è assimilabile per contenuti professionali a quella del dirigente. E allora se abbiamo bisogno di tutte queste consulenze, i dirigenti che ci stanno a fare. Si tratta di un problema di efficienza e di logica. Delle due, l’una: o i consulenti sono molto bravi, ed è inefficiente la dirigenza stabile della Regione, o la dirigenza è efficiente, e allora i consulenti sono inutili. Tertium non datur. E trattandosi di diversi milioni di euro, non è un quesito di poco conto. Ultimo punto: le retribuzioni dei consulenti e dei dirigenti sono in linea con territori a deconomia florida, ma sono del tutto sproporzionati rispetto alla realtà dei pari grado privati operanti in regione. Un dirigente privato molisano quegli imponibili se li sogna, pur svolgendo un lavoro di responsabilità pari, se non addirittura, superiore a quello della corrispondente figura pubblica. Quindi c’è qualcosa che non va. Gli stipendi pubblici alti vanno collegati alla capacaità di sviluppare il territorio di riferimento. Se restano solo stipendi alti e l’economia privata non decolla, a tal punto che i responsabili gestionali privati hanno speranze di guadagno frazionali rispetto ai pubblici, bisogna interrogarsi sul modello di sviluppo. Ve l’immaginate una cosa del genere in Lombardia. Con un’ultima notazione: se le prospettive sono queste, e visto i meccanismi di selezione della classe dirigente pubblica sono ancora impregnati di clientelismo, è ovvio poi che le menti più brillanti e preparate del Molise emigrino. Non tutti hanno voglia di passare la vita dietro l’Assessore di turno per avere un lavoro per il quale hanno studiato una vita...
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