|
Prima della pausa estiva vogliamo ragguagliare i lettori sulla vicenda, di cui ci siamo occupati qualche settimana fa, del nuovo palazzo della Provincia di Campobasso. Premesso che, nonostante il comunicato stampa della Provincia in cui si ribadiva ogni sforzo di trasparenza, ad oggi, i principali documenti dell’appalto in questione non sono stati resi disponibili, abbiamo continuato noi a cercare di capire qualcosa. A settembre proporremo, insieme all’analisi di altri appalti e realizzazioni edilizie effettuate a Campobasso città in questi ultimi anni, un approfondimento completo della questione della nuova sede provinciale. Per intanto possiamo solo dire che la materia è di sicuro interesse, e meritevole di analisi attenta.
Dai primi elementi a nostra
disposizione emergono, infatti, alcuni fatti di rilievo: l’appalto
prevede una permuta con beni nella disponibilità dell’amministrazione
provinciale, beni di sicuro interesse commerciale; inoltre il percorso
di aggiudicazione della gara ha conosciuto una storia molto articolata,
con tanto di ricorsi alcuni dei quali tuttora pendenti; infine anche il
permesso a costruire rilasciato dal Comune di Campobasso presenta
sicure peculiarità, da analizzare con attenzione. La scelta,
sollecitataci da molti cittadini e lettori, di capire meglio questa
iniziativa edilizia (peraltro in momenti in cui la stessa esistenza
dell’Ente Provincia viene messa in discussione) non si sta rivelando
inutile o leziosa. La materia è molto tecnica e per questo è necessario
del tempo. Siamo fiduciosi che alla ripresa autunnale potremo allora
offrire al nostro pubblico un servizio completo ed esauriente sulla
questione, e più in generale sull’edilizia del capoluogo regionale nel
suo complesso. Gli arresti della Forestale Va dato atto alla Procura di
Larino di star svolgendo un’azione importante per l’osservanza della
legalità in regione. Dopo l’indagine sulla sanità molisana, oggi la
Procura frentana ha messo sotto osservazione i lavori post alluvione.
Gli arresti dei giorni scorsi, eccellenti, almeno per gli addetti ai
lavori (l’ingner Mario Ragni è un nome di primissimo piano per quanto
riguarda le opere pubbliche della Regione Molise negli ultimi quindici
anni), sembrano schiudere un percorso che non sembra desinato ad
esaurirsi con il sia pur rilevante intervento dei giorni scorsi. Novità
potrebbero arrivare nei prossimi tempi, anche significative. La spesa
pubblica molisana, lo si ricordi, ha un peso enorme sull’economia
molisana, ma i suoi vincoli di trasparenza e di rendicontabilità non
sono assolutamente adeguati. La modernizzazione di questa regione passa
anche per questa strada. Bene fa la Procura di Larino a proseguire il
suo sforzo (per la verità quasi in solitario, nel panorama degli organi
di controllo molisani), ma l’intervento della magistratura arriva
quando le cose sono già deteriorate. Per modernizzare il Molise è
necessario un controllo democratico anche preventivo, che blocchi
eventuali pratiche di malaffare prima che le stesse si concretizzino.
Per fare questo obiettivo c’è una strada sola: maggiore conoscenza e
maggiore informazione, a tutti i livelli. Perchè la gente non è stupida
e sa giudicare. Ma deve poter sapere. Le consulenze della Regione
Molise Abbiamo pubblicato, e continuiamo a pubblicare, le consulenze
concesse dalla Regione Molise, come è riportato dallo stesso sito
dell’Ente. Tre le notazioni, che speriamo non essere demagogiche. La
prima è che non è dato sapere l’impatto e la valutazione delle somme
spese per consulenze, molte delle quali reiterate di anno in anno.
Sarebbe preferibile che ciò accadesse e che dell’attività del
consulente fosse resa pubblico non solo l’incarico ma anche, a fine
mandato, l’esito. In secondo luogo le somme impegnate non sono piccole,
e pongono un problema reale. Ammesso, come vogliamo sperare, che tutte
le consulenze intercettino esigenze reali della pubblica
amministrazione, il corno del problema diventa un altro. La Regione
Molise è una delle regioni, rispetto alla popolazione, con il maggior
numero di dirigenti a disposizione. L’attività del consulente è
assimilabile per contenuti professionali a quella del dirigente. E
allora se abbiamo bisogno di tutte queste consulenze, i dirigenti che
ci stanno a fare. Si tratta di un problema di efficienza e di logica.
Delle due, l’una: o i consulenti sono molto bravi, ed è inefficiente la
dirigenza stabile della Regione, o la dirigenza è efficiente, e allora
i consulenti sono inutili. Tertium non datur. E trattandosi di diversi
milioni di euro, non è un quesito di poco conto. Ultimo punto: le
retribuzioni dei consulenti e dei dirigenti sono in linea con territori
a deconomia florida, ma sono del tutto sproporzionati rispetto alla
realtà dei pari grado privati operanti in regione. Un dirigente privato
molisano quegli imponibili se li sogna, pur svolgendo un lavoro di
responsabilità pari, se non addirittura, superiore a quello della
corrispondente figura pubblica. Quindi c’è qualcosa che non va. Gli
stipendi pubblici alti vanno collegati alla capacaità di sviluppare il
territorio di riferimento. Se restano solo stipendi alti e l’economia
privata non decolla, a tal punto che i responsabili gestionali privati
hanno speranze di guadagno frazionali rispetto ai pubblici, bisogna
interrogarsi sul modello di sviluppo. Ve l’immaginate una cosa del
genere in Lombardia. Con un’ultima notazione: se le prospettive sono
queste, e visto i meccanismi di selezione della classe dirigente
pubblica sono ancora impregnati di clientelismo, è ovvio poi che le
menti più brillanti e preparate del Molise emigrino. Non tutti hanno
voglia di passare la vita dietro l’Assessore di turno per avere un
lavoro per il quale hanno studiato una vita...
|