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venerdì 21 novembre 2008
 
Iorio, Patriciello, De Camillis, Di Giacomo e i pranzi con siparietto | Stampa |
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Scritto da Pietro Colagiovanni   
martedì 03 giugno 2008

Numerosi sono gli spunti di riflessione politica possibili. Cerchiamo di approfondirne qualcuno più rilevante.

Le incompatibilità

E’ passato oltre un mese dalle elezioni politiche del 14 aprile, e l’Assessore alla Sanità Ulisse Di Giacomo, eletto Senatore nel Pdl, è ancora Assessore alla Sanità, così come il Consigliere regionale, eletto deputato nel Pdl, Sabrina De Camillis, è ancora Consigliere regionale. Una situazione di complessa sostenibilità politica e impatto mediatico, prima ancora di addentrarsi nei meandri dei formalismi giuridici che possono permettere, in un sistema confuso come quello italiano, tutto e il suo contrario. Si tratta di due situazioni diverse, ma lo stesso l’opinione pubblica si attende una loro prossima soluzione. L’Assessore Di Giacomo non è un Consigliere regionale eletto, ed è un esterno scelto dal Presidente Iorio per un incarico tecnico. La motivazione ufficiale delle mancate dimissioni sono quelle che si attende il piano sanitario, la sua approvazione e poi Di Giacomo potrà svolgere il proprio ruolo di parlamentare della Repubblica, per il quale ha già annunciato, come è nello stile del personaggio, progetti importanti e ambiziosi.

Resta, comunque, un problema di cumulo di indennità che probabilmente la gente, in tempi di ristrettezze fiscali e dei consumi, non è proprio dispostissima a buttare giù ed un problema di merito, visto che il piano sanitario, concordato con il Governo nazionale, può vivere e affrontare i marosi della politica regionale anche senza il timone del suo padre putativo, cioè lo stesso Di Giacomo. Inoltre fare l’Assessore alla Sanità è un incarico importante, e richiede un assorbimento di tempo esclusivo. Il motivo, in realtà, è tutto politico: la prospettiva di mettere mano al rimpasto della Giunta, peraltro largamente attesa dagli stessi elettori per fare uno scatto definitivo di progettualità dell’amministrazione regionale, procura fortissimi mal di testa a Iorio, che di grane non ne ha certo poche (vogliamo parlare del caso Pallante?) e che, quindi, di questa ne farebbe volentieri a meno. Ma, come si dice, il comodo non necessariamente deve fare il paio con l’utile e quindi Iorio, almeno secondo il nostro modesto avviso, è già in ritardo e crea imbarazzi, alla fine, allo stesso Di Giacomo. Per quanto riguarda Sabrina De Camillis il mancato addio al seggio di palazzo Moffa potrebbe essere, forse, una nota stonata che rischia di inficiare l’immagine di una donna giovane, determinata e portatrice di novità. Le dimissioni da Consigliere regionale sono un gesto politico atteso: la loro mancata presentazione potrebbe anche costare alla De Camillis, perché l’opinione pubblica vi leggerebbe, probabilmente a torto, il mantenimento di antichi privilegi. Sappiamo che non è così e aspettiamo, in tempi brevi, gesti (che sia anche il semplice devolvere l’indennità in beneficenza) che vadano nella direzione di una politica moderna e trasparente, come dalla De Camillis, ci aspettiamo.

Il siparietto con l’ "operatore della comunicazione" arrabbiato...

Per far capire plasticamente cosa succede nelle alte sfere della politica locale, basta che vi raccontiamo questo aneddoto, ovviamente lasciando al vostro intuito l’identificazione dei personaggi coinvolti. Il fatto,però, è assolutamente vero. Pranzo di gala per una delle tante inaugurazioni regionali o occasioni regionali in giro per il mondo. Un operatore della comunicazione locale, invitato al pari dei colleghi, si lamenta molto, e rumorosamente, di un presunto trattamento ai tavoli di serie B. Un suo collega, notoriamente di destra, infatti, stava a pranzo con gli alti esponenti della politica locale, e lui era stato "relegato" a consumare il pranzo offerto dai contribuenti molisani "solo" con altri operatori dell’informazione. Apriti cielo! Prima redarguisce aspramente gli esponenti politici e poi, indignato abbandona, con adeguata pista sonora, la compagnia e va via. Cosa succederebbe altrove? Nulla, al massimo un po’ di rammarico e un po’ di imbarazzo per una protesta così vibrante. Forse una digestione meno tranquilla, più agitata del solito. Ma noi siamo molisani, mica roba da poco. E allora cosa accade: due altissimi esponenti della politica locale si alzano in fretta e furia dal tavolo e, telefonino alla mano, cominciano a blandire l’operatore così bizzoso, invitandolo a tornare al più presto e con dignità al desco comune. Ogni commento, evidentemente, è superfluo.

Iorio e Patriciello

E’ un tema che va necessariamente approfondito perché non è così banale come si può credere. Certamente la situazione ai limiti della sopravvivenza dell’Udc a livello nazionale, può avere inciso. Sicuramente le prospettive di rielezione alle prossime europee per Patriciello non sono così scontate. Ma non è solo quello. C’è, a nostro avviso, di più. Qualche elemento di riflessione. La Regione, in questi mesi, sta cercando di definire l’ottimale allocazione di circa 1,5 miliardi di euro che deriveranno dal Por Molise per il 2007 e per il 2013. Una fetta notevole di questi fondi è destinata al sostegno alle imprese. Ebbene la Regione ha, recentemente, comunicato l’intenzione di selezionare dei settori prioritari cui destinare le risorse per le imprese. La loro lettura ci può forse fornire certamente qualche indizio importante sul tema. I settori sono cinque: uno è il distretto automobilistico di Isernia (ossia Dr Motors), un altro è una non meglio precisata filiera del legno e un altro è il settore turistico. Ne restano due: una è "l’industria sanitaria" e l’altro è la "produzione di hardware". Sull’industria sanitaria non c’è bisogno di aggiungere molto, visto che Patriciello, con la società Neuromed srl, si è visto approvare un finanziamento di un milione di euro a fondo perduto dalla Regione per un progetto di industria sanitaria. Leggiamo per il secondo punto, invece, un lancio stampa: "Novecento milioni di euro finalizzati alla realizzazione del più grande impianto produttivo di schermi LCD esistente in Europa che darà lavoro a più di mille persone. Queste le cifre del maxi progetto approvato dall’Unione Europea e che sarà realizzato dall’azienda indiana DDD (Digital Display Devices) nel comune di Rocca d’Evandro, in provincia di Caserta". Un progetto fortemente voluto da Aldo Patriciello, che da membro della Commissione industria dell’Europarlamento lo ha sponsorizzato con successo all’Unione Europea e che, evidentemente, vorrà che abbia riflessi produttivi anche in Molise. Peccato solo che sia stato ubicato, forse per ragioni di intensità di aiuto europeo, nella Campania anziché nel Molise. Ma è evidente un Patriciello all’opposizione mal si concilierebbe con la necessità di portare avanti questi importantissimi progetti di sviluppo imprenditoriale e far sì che riverberino anche sullo sviluppo economico molisano, benchè nel caso indiano, siano state ubicate in provincia di Caserta. Ecco perché l’Europarlamentare ha bisogno di dialogo e di intesa su temi concreti con il governo regionale e non può essere risucchiato dal misurino dello schieramento politico e partitico locale.

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