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venerdì 21 novembre 2008
 
Analisi del Festival dei Misteri | Stampa |
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Scritto da Pietro Colagiovanni   
domenica 25 maggio 2008

250.000 euro per un cartellone di spettacoli dall’impronta molto sperimentale e di nicchia - Manca una valutazione di impatto turistico e di flussi attesi in città in seguito alla spesa - Per il concerto di Renga riammessa una azienda originariamente esclusa.

Grande clamore, per un episodio di cronaca ancora tutto da chiarire, ha suscitato l’aggiudicazione, peraltro avvenuta solo una decina di giorni prima dell’avvio delle attività, del "Festival dei Misteri" di Campobasso. In una tabella allegata pubblichiamo la ripartizione delle spese del "Festival" mentre in questa sede vogliamo portare a conoscenza dei nostri lettori di alcuni dati ulteriori presenti nel procedimento amministrativo seguito dal Comune di Campobasso. In premessa, in data 13 marzo 2008, la Giunta comunale autorizzava la realizzazione della seconda edizione della manifestazione "Festival dei Misteri 2008". Per la valutazione delle proposte progettuali è stata nominata una commissione tecnica che ha provveduto a selezionare le associazioni e le società cui affidare la realizzazionedel citato Festival. La Commissione, presieduta dal Dirigente dell’area 5, dottore Vincenzo de Marco, era composta da funzionari comunali e da esperti artistico culturali. Tra i criteri in base ai quali la commissione doveva aggiudicare la gara c’era anche quello della congruità dei costi, oltre alla qualità e originalità artistica, l’impostazione tecnico organizzativa e la professionalità del soggetto proponente. Vediamo alcune particolarità L’impronta sperimentale del cartellone La scuola di musica Thelonious Monk è da anni presente sulla scena cittadina; più volte ha organizzato spettacoli per il Comune di Campobasso ed è ospite in locali del Comune per lo svolgimento della propria attività didattica.

Nel Festival dei Misteri è aggiudicataria, per 15.000 euro, dei servizi generali e di supporto, nonché di quattro attività del Festival. Una mostra di macchine teatrali, per 4.000 euro, una manifestazione teatrale all’aperto "di forte impatto scenico e culturale" per 25.000 euro, uno spettacolo di teatro di danza contemporanea "Uzume" per altri 4.000 euro nonché, per 15.000 euro, un balletto di danza contemporanea, "L’uccello di fuoco". Per un totale di 63.000, ossia circa il 30% del budget dell’intera manifestazione. Nella scheda di valutazione della commissione si attesta che c’è una "ottima attinenza al tema conduttore del Festival". Ora il problema è che manca del tutto, e non è colpa della commissione che non lo ha ricevuto come criterio, una valutazione della capacità attrattiva in termini di flussi turistici, degli spettacoli presentati. E questo discorso non vale solo per le attività gestite dalla Thelonious Monk. Parliamo anche dei 17.500 euro per il teatro di strada della Compagnia dei Folli o dei 13.000 euro che saranno pagati all’Associazione Bene Comune (che è anche una testata editoriale e giornalistica) per decorare saracinesche e svolgere, nella Galleria Limiti Inchiusi, una mostra fotografica. Certo è molto complesso immaginare che con soli 15.000 euro di servizi generali e di supporto, tra cui è inclusa la pubblicizzazione dell’iniziativa, si possa pensare di fare del Festival dei Misteri un attrattore di flussi turistici. Ma resta il sapore di un cartellone elitario, sperimentale, i cui costi, essendo l’arte sperimentale per definizione poco riconducibili ai metri di giudizio comune, sembrano del pari alquanto sperimentali. Prendiamo ad esempio il Teatro Nero di Praga. "La compagnia del Teatro Nero di Praga - si legge nel sito ufficiale - è composta da artisti che realizzano sul palco fantasie multicolori che prendono vita; il teatro nero è il teatro dell’illusione, è il teatro che mostra ciò che non esiste. La connotazione coreografica di questo tipo di spettacolo è molto particolare: il palcoscenico è bordato di nero, a rappresentare il nulla, da cui scaturisce l’idea, il gesto, il movimento Si vede ciò che si vuol fare credere, mentre si può solo immaginare ciò che veramente è". Nulla da eccepire sulla qualità dello spettacolo e sulla sua suggestione, ma la commissione non sembra abbia svolto alcuna attività di tipo comparativo (per quanto difficile essa possa essere) per capire se il costo è congruo (costo non piccolo, parliamo di 50 milioni delle vecchie lire), benchè questa analisi rientra tra i criteri da essa stabilita. Il problema più grande, comunque, è il seguente: può un cartellone prevalentemente giocato sulla sperimentazione artistica, sulle esperienze teatrali e di danza di nicchia, essere "attinente" non tanto al tema conduttore del Festival, ma alla sagra dei Misteri? Ed è giusto spendere quasi mezzo miliardo delle vecchie lire per una serie di iniziative molte delle quali riservate ad un pubblico iperspecialistico, dal palato fine, e trasformarle, sic et simpliciter, in una festa di piazza ad elevato richiamo turistico? Non si vuole qui esaltare il ruolo della sagra da strapaese, ma è un fatto che il giorno dei Misteri in città arrivano migliaia di persone. Nei giorni di svolgimento del Festival, invece, causa, forse, la mancanza di adeguata pubblicizzazione e causa, forse, anche dell’eccessiva cerebralità del programma, di turisti se ne vedono, invece, ben pochi.

Il problema dello spettacolo di Francesco Renga Sullo spettacolo, di sicuro richiamo vista la qualità e la notorietà dell’artista, di conclusione del Festival e del Corpus Domini la domenica sera in piazza, il punto di analisi è tutto amministrativo. Certo manca anche in questo caso l’analisi sulla congruità dei costi, visto che 60.000 euro, anche per un nome noto come Francesco Renga non sono pochi. Ma comunque è del pari vero che i cantanti, specie quelli di grido, in generale hanno dei cachet di tutto riguardo. Quello che non convince è il procedimento con cui la commissione ha affidato alla Elite Agency Srl di Sant’Omero, in Provincia di Teramo, l’organizzazione della serata. La commissione tecnica di valutazione, il 15 aprile scorso, aveva infatti escluso la Elite Agency perché la sua richiesta era pervenuta oltre i termini stabiliti dal bando, mancava il curriculum e il certificato della Camera di Commercio. La Elite Agency srl è una società, inoltre, come risulta da visure in nostro possesso, che risulta essere non in attività. Comunque sia, in sede di valutazione finale, leggiamo invece che "il Dirigente del settore Cultura del Comune di Campobasso, sentita anche in proposito l’amministrazione comunale, si è assunto l’onere di trovare una soluzione possibile" visto che la commissione "nell’ambito delle proposte esaminate (e ammesse alla gara, ndr) nessuna era stata ritenuta completamente in grado di rispondere al meglio alle aspettative della città, per raggiungere il difficile equilibrio tra il livello qualitativo indiscutibile dell’artista, il suo essere conosciuto ed apprezzato dal largo pubblico e non solo da alcune fasce della popolazione". E quale soluzione viene adottata: "una soluzione possibile alternativa al di fuori delle proposte in gara, individuandole, dopo approfondite ricerche, nella figura dell’artista Francesco Renga, il cui concerto per la serta del Corpus Domini può essere eseguito ad un costo complessivo di euro 60.000 determinato a seguito di trattaiva diretta con l’agenzia di riferimento dell’artista stesso". Il punto qual è? Forse ci sfugge qualcosa, ma tra le proposte ritenute ammissibili di artista di "livello qualitativo indiscutibile" e "conosciuti e apprezzati" non è che mancassero. Vediamole insieme, con i relativi costi, che in qualche caso sono anche inferiori a quelli aggiudicati per la serata. La stessa Thelonous Monk, senza dare il dettaglio del prezzo, proponeva Neri per Caso e Sergio Cammariere; la Show Live Management, che si è aggiudicata diverse attività del Festival, proponeva anche Mango a 47.000 euro, due concerti di Bennato a 46.000 euro, Ivana Spagna a 30.000, i Pooh a 154.000 euro, Al Bano a 53.000 euro, Daniele Silvestri a 42.000 euro e Nino D’Angelo a 34.000 euro; la Ata Spettacoli, non inclusa nel cartellone ma ammessa alla gara, proponeva Gianluca Grignani a 62.520 euro, Anna Tatangelo a 58.560 euro, Michele Zarrillo a 49.320 euro, Paolo Meneguzzi a 45.360 euro; l’associazione culturale Punto.it di Vasto, aggiudicataria dello spettacolo "Fontane danzanti", proponeva, tra gli altri, anche Mario Biondi a 40.000 euro più 20 di biglietto, Mango a 48.00 euro, Spagna a 28.000 euro, Al Bano a 54.000 euro, Toto Cutugno a 44.000 euro, i Tiro Mancino a 25.000 euro, Renzo Arbore a 120.000 euro. Come si vede c’era di che scegliere e sicuramente c’erano anche i margini, come accaduto con altri spettacoli poi ggiudicati, di limare ulteriormente i prezzi. Si è scelta, invece un’altra strada, riammettendo in gara chi é stato escluso. I motivi saranno stati evidentemente importanti, ma dall’analisi della documentazione in nostro possesso essi non vengono esplicitati.

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