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Il ventidue maggio prossimo ufficializzeremo, con una conferenza stampa di presentazione, la nascita di una joint venture tra la società editrice del sito "Primapaginamolise.it" e quella editrice del "Settimanale del Molise" nonchè del sito "Informamolise.com". Ma già da oggi, ai lettori che, numerosi, seguono le nostre iniziative editoriali vogliamo spiegare la filosofia che ha portato a questa inedita, per il Molise, forma di cooperazione e integrazione tra aziende di comunicazione. Questo perché riteniamo l’iniziativa importante, tanto più importante se fatta in una regione, come il Molise, in cui l’informazione ha ancora una forma non pienamente evoluta, con carenza di offerta di contenuti editoriali specifici che suscita preoccupazione, se è vero che un’informazione completa è la stampella su cui si regge una democrazia funzionante. Partiamo dal fatto che Il Settimanale del Molise e Prima pagina Molise hanno molte cose in comune, tante che hanno creato i reali presupposti per la nascita della collaborazione. ...
Cosa accomuna le due realtà
In primis c’è la loro dimensione. Sono microimprese editoriali, prive dei capitali che la politica, in modo diretto o surrettizio, fornisce anche nel Molise a molte delle altre aziende editoriali locali. Questo loro essere piccole, e prive dei finanziamenti di questo o quel blocco di potere locale, lungi dall’essere un limite ha rappresentato nella storia delle due testate, un punto di assoluta forza. Perché il "Settimanale" e "Prima pagina Molise" sono testate indipendenti, con una loro linea politica ed editoriale che non deve fare i conti con le pressioni e le distorsioni imposte dalla voce del padrone. E, altra cosa che le accomuna, sono testate di successo. Prima Pagina Molise vanta una frequentazione e numeri, certificabili, di visite e di presenze, assolutamente ragguardevoli ed importanti, peraltro in nemmeno un anno di attività. Il Settimanale, grazie anche all’abbinamento con la testata di una delle più importanti organizzazioni economiche molisane, la Confcommercio, peraltro anch’essa apartitica e realmente libera dai lacci del potente di turno, vanta una diffusione ed una vendita tra le più importanti nella regione. E’ ovvio che questa oggettiva situazione di indipendenza e di successo non nasce per caso, ma nasce da una lettura della realtà che gli editori delle due testate hanno fatto in questi anni e che, in definitiva, è stata la colla più potente per cementare questo innovativo accordo tra le aziende. Sia chi scrive, sia il socio e amico Francesco Adamo, da un lato, sia Nicola Dell’Omo, peraltro con l’entusiasmo e la forza dei suoi giovani anni, dall’altro credono, in modo quasi fideistico, che il Molise possa avere un futuro migliore e diverso da quello, francamente non esaltante, che sta vivendo. Accomuna i due editori, in sintesi, il pessimismo di vedere una realtà che non va, e che relega la regione alla marginalità e al sottosviluppo, e l’ottimismo di pensare che, anche grazie un’informazione serie e corretta, la regione possa diventare un fiore all’occhiello dello sviluppo meridionale. E dalle chiacchierate che hanno preceduto questo accordo, all’unisono abbiamo anche capito siamo pienamente d’accordo su come si può cambiare il Molise.
Si può cambiare il Molise?
Nulla di sconcertante, per carità. Basta essere seri e responsabili, e cercare di seguire le regole. Forse banale, ma anche rivoluzionario, in un posto in cui la serietà, la rendicontabilità, la trasparenza sono, a volte, l’ultimo dei pensieri. Ma una testata giornalistica, secondo questa filosofia, cosa deve realmente fare? Deve, a nostro avviso, essenzialmente informare e dare al lettore ogni utile elemento di giudizio per essere un cittadino consapevole. Non spetta ad un giornale, nella lettura che ne diamo noi, fare propaganda (ma nel Molise spesso è pura agiografia, anche di livello scadente) per il proprio protettore o finanziatore. Non spetta ad un giornale o ad una televisione influire sulla mente del lettore, artefacendo, stravolgendo, omettendo, esaltando i fatti per piegarli ai propri fini. Se il giornale ( o la televisione, o qualsiasi altro mezzo), come è giusto che sia, ha delle opinioni, o anche dei propri legittimi interessi, non deve nasconderlo, o, peggio, mascherarlo come notizia o come racconto di cronaca. Ci sono gli editoriali per questo, ed è giusto che sia quello lo spazio per comunicare opinioni, non solo resocontare la realtà. In Molise questo avviene raramente. Commenti politici se ne leggono pochi, mentre si leggono titoloni da "Pravda" dell’era comunista, si legge la continua, e a volte pecoreccia, delegittimazione dell’avversario, si legge la santificazione di personaggi che, a prescindere dalle qualità umane dei singoli, non possono che vivere nel perimetro di una onesta mediocrità. Se questa è la realtà, allora due testate di successo, seguite e lette non possono non mettersi insieme per cercare una forma di rivoluzione dal basso e per innovare la comunicazione locale. E questo sarà l’abbinata "Primapaginamolise" e "Settimanaledelmolise".
Le forme dell’integrazione
Nello specifico dell’accordo Primapaginamolise si arricchirà del commento, e dell’analisi, non militante o di parte, sui fatti della politica e dell’amministrazione, con frequenza anche quotidiana, e dell’approfondimento delle inchieste svolte dal Settimanale. Le redazioni progressivamente si integreranno, per migliorare e rafforzare i contenuti delle varie realtà coinvolte. Il sito Informamolise si trasformerà in uno spazio di approfondimento, specie di tematiche economiche e sarà il cantiere per la web Tv del gruppo, "Informamolise tv". Primapaginamolise diventerà il sito di riferimento e di informazione, in tempo reale, di tutto quello che accede nel Molise e spingerà sempre più verso l’interazione e la partecipazione con i propri sempre più numerosi utenti. L’edizione cartacea del "Settimanale" approfondirà i temi e le notizie che nascono dal web, e li fisserà in inchieste giornalistiche ad ampio spettro e di grande respiro ("Report" è il benchmark di riferimento).
Le novità nella raccolta della pubblicità
Il gruppo avrà, inoltre, anche un’unica concessionaria pubblicitaria, e vorrà raccogliere le risorse necessarie al proprio sviluppo anche in questo caso in modo trasparente. Un altro elemento innovativo, se non il principale della nostra iniziativa. I numeri di cui dispone il gruppo che si va formando sono tali da rappresentare una valida opportunità per tutti coloro che vogliono ritorni reali e rendicontabili dal proprio investimento pubblicitario. Il gruppo editoriale, chiaramente, vorrà, però, che tale regola di trasparenza si applichi a tutti gli operatori della comunicazione molisana e lo farà presente in ogni sede utile. Se la pubblica amministrazione investe quote di risorse pubblicitarie in modo difforme da questa semplice regola, come troppo sovente accade, lo faremo presente, perché noi vogliamo essere valutati per i nostri meriti, se ci sono, ma vogliamo che ciò accada anche per gli altri. E questo approccio varrà anche per quelle aziende che troppo spesso investono somme in pubblicità dietro sollecitazione di questo o quell’uomo politico per favorire aziende di comunicazione "amiche". Anche qui la nostra iniziativa vorrà essere misurata sui numeri, e se ciò non accade, lo faremo presente ai nostri numerosi lettori, con trasparenza, citando, laddove ne saremo in possesso anche dati e cifre. Così ognuno potrà farsi un’idea di quello che succede e, sia nel segreto dell’urna, ma anche quando acquista prodotti al supermercato, o accende una lampadina elettrica, giudicare se finanzia uno stato efficiente o l’acquisto di prodotti e servizi convenienti , oppure sovvenziona, senza possibilità di saperlo e, soprattutto, di deciderlo, mezzi di informazione di cui a volte non conosce nemmeno l’esistenza. Si tratta come si vede di un work in progress importante, e solo il sostegno e il gradimento di voi lettori ci potrà dire se la strada che abbiamo pensato e che in questi giorni abbiamo iniziato è, in effetti, quella giusta.
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