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A volte un titolo può scatenare reazioni che l’esame dell’articolo cui si riferisce non avrebbe probabilmente motivato. Nel corso dell’interessante trasmissione della principale emittente molisana, Telemolise, per i tre anni di incarico del Presidente della Regione, Michele Iorio, la direttrice dell’emittente, la brava e influente collega Manuela Petescia, ha voluto citare (e la ringrazio di questo) un mio recente editoriale dal titolo, (effettivamente un po’forte): “Il Molise vive di elemosina?”, rivolgendo, tel quel, la domanda allo stesso Presidente Iorio. Il Presidente, anche comprensibilmente se non ricordava il testo dell’articolo, se ne è avuto a male, accusandomi in buona sostanza di essere un giornalista negativo, un disfattista e, comunque, un bastian contrario a prescindere. Amando, come so amarla anche il Governatore Iorio, la mia regione mi sembra opportuno fare qualche ulteriore precisazione, anche perché sono io il primo ad essere convinto che con i profeti di sventura non si va da nessuna parte.
Il
ragionamento che svolgevo in quel mio editoriale era abbastanza
semplice e come succede nella cucina giornalistica il titolo doveva
avere il merito (ed evidentemente lo ha avuto) di incuriosire: il
Molise dipende troppo dalla spesa pubblica, in particolare quella più
pericolosa, ossia quella di parte corrente (cioè che non crea beni di
investimento). Nell’asserire questo, peraltro, non mi basavo su dati di
fonte estranea o capziosa, ma su dati più volte ribaditi, reiterati e
sottolineati dalla Regione stessa e nello specifico da documenti
ufficiali dalla stessa Giunta Regionale. Il Molise infatti ha una
percentuale di spesa pubblica corrente largamente maggiore, rispetto al
Prodotto Interno Lordo, rispetto ad altre realtà, di solito considerate
assistite, del Mezzogiorno d’Italia. E credevo, e credo, che questo sia
un vulnus per l’economia molisana. Nello stesso articolo ribadivo un
altro concetto che riguarda il Michele Iorio amministratore pubblico
(come uomo politico il Governatore sa perfettamente quale giudizio
lusinghiero abbia di lui e come lo ritenga al di sopra degli altri
politici oggi a disposizione della regione): grandissima la sua
capacità a convogliare risorse pubbliche sulla nostra regione (citavo i
fondi Fas, un vero capolavoro da 400 milioni di euro), meno brillante
nello spendere queste risorse. Ed è meno brillante perché non è sin qui
riuscito a creare un sistema economico capace di esistere e
sopravvivere anche a prescindere dalle risorse che stanzia per il
Molise il Governo nazionale. Basti pensare ad un altro dato di pubblico
dominio: per ogni 100 euro di spesa pubblica, il Molise ne finanzia,
con le entrate dei propri cittadini appena 33, la percentuale più bassa
di tutta Italia. Le convulsioni e le continue crisi aziendali inoltre
testimoniano che il Molise non ha ancora una sviluppo auto centrato,
cioè capace di reggersi sulle proprie gambe. Ed è evidente come questo
esponga la regione a rischi enormi: io auguro al Governatore ogni bene
ma se l’attuale sistema dipende troppo dalle sue qualità di negoziatore
con il Governo centrale, ci sarà sempre qualcuno in grado di reggere il
testimone dopo di lui? La Lega Nord è oggi accreditata al 10% dei
consensi; cosa accadrebbe se domani incrementasse ulteriormente il
proprio appeal e diventasse davvero determinante nell’allocazione dei
fondi pubblici tra le diverse regioni italiane? E con il federalismo
fiscale come la mettiamo? Questo era il senso della mia riflessione e
mi piacerebbe se essa potesse essere ancora approfondita e dibattuta al
di là di un titolo ad effetto. La spesa pubblica è sicuramente comoda
ma è estremamente pericolosa e oggi il Molise di spesa pubblica ne ha,
a mio giudizio, davvero troppa.
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piu' che di Elemosina la Regione Molise vive di Clientela....:(