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La Procura di Arezzo indaga su un presunto buco di 100 milioni di euro della società di telecomunicazioni, attiva anche in Molise - Si temono ripercussioni operative sulla controllata Molisecom e su un importante appalto della sanità, da 26 milioni di euro, di cui Eutelia nel Molise è diventata capofila
Si tratta di una società della cui presenza nel Molise questa testata ha già parlato già in un paio di occasioni. Eutelia spa, infatti, ha da circa tre anni a questa parte stabilito un solido presidio operativo molisano, grazie ad una joint venture, la Molisecom srl, costituita con la Molise Dati (90% Eutelia e 10% Molise Dati), società della Regione Molise che è diventata stazione appaltante di importanti finanziamenti nel settore tecnologico e delle comunicazioni.
Non solo. Eutelia, come il Settimanale aveva già scritto il primo marzo scorso, era diventata nel dicembre 2008 azienda capofila nella gestione di un appalto per 26,5 milioni di euro della Regione Molise, gestito per il tramite della Molise Dati e finalizzato alla creazione di una rete di gestione unica della distribuzione dei farmaci sul territorio molisano. Come scrivevamo in quella occasione "va considerato che Eutelia sta affrontando una delicata riorganizzazione aziendale ed è di questi giorni la presentazione di un documento propedeutico ad un nuovo piano industriale. Inoltre Eutelia conferma la volontà di focalizzare il core business sul settore delle tlc, abbandonando progressivamente il comparto ‘It’, razionalizzando in questo modo i costi e rivedendo il perimetro aziendale, che nell’arco del prossimo triennio muterà attraverso la cessione di assets, immobili e partecipazioni estere. Ora sembrerebbe, a primo acchito, che l’appalto per la gestione del farmaco sia più vicino a problematiche di information technology che non al settore delle connessioni telefoniche o alle telecomunicazioni che dir si voglia". Questo scrivevamo a marzo. Ma da allora molta acqua è passata sotto i ponti, e in modo alquanto tempestoso. Alcuni esempi? A Maggio, davanti alla Camera dei Deputati, Beppe Grillo ha espresso la propria solidarietà a circa 2000 dipendenti di Eutelia che rischiavano, a seguito di un’operazione di cessione del ramo d’azienda, di perdere il posto. "Fate come i francesi, fate come gli spagnoliha tuonato Grillo- Beh non sono veri rapimenti, quelli francesi – ha poi precisato – sono sequestri in cambio di stipendi". Con un’interrogazione del 18 maggio scorso l’ex Ministro del Lavoro, oggi parlamentare del Partito Democratico Cesare Damiano ha portato il caso Eutelia in Parlamento, stigmatizzando la gestione economica dell’azienda, con quasi 180 milioni di euro di perdite nel 2008 su 390 milioni complessivi di fatturato, e le scarse prospettive di rilancio industriale. Ed il 10 settembre, quasi a raccogliere l’appello di Grillo, alcuni dipendenti di Eutelia, senza stipendio da due mesi hanno impedito l’uscita dalla sede romana ad uno dei consiglieri di amministrazione della società, tanto che è dovuta intervenire la polizia. Ma la tegola più forte piovuta sulla testa di Eutelia è stata sicuramente quella giudiziaria. Iniziata come un’indagine per accertare eventuali reati di evasione fiscale, l’operazione Crisalide ha comportato un vero e proprio terremoto sugli stessi assetti proprietari del gruppo di comunicazioni e informatica. Come riporta il settimanale economico "Il Mondo" di questa settimana in un lungo articolo dal titolo "Giallo Eutelia da 100 milioni", il prossimo 30 settembre il pubblico ministero Roberto Rossi depositerà davanti al Gup di Arezzo l’istanza di rinvio a giudizio nei confronti della famiglia Landi (fondatori e azionisti di riferimento della società, che è anche quotata in Borsa) e di alcuni loro collaboratori, accusati di aver sottratto illecitamente 100 milioni di euro dalle casse di Eutelia. La lista dei reati contestati è pesantissima: associazione a delinquere finalizzata al falso in bilancio e all’appropriazione indebita, false comunicazioni sociali, appropriazione indebita, frode fiscale, riciclaggio e persino la subornazione di un testimone. Anche le cifre sono da capogiro: si contestano 66 milioni di euro di falso in bilancio e 36 di appropriazione indebita. In pratica la procura e la guardia di finanza ipotizzano un meccanismo in base al quale per anni somme di denaro sono state in qualche modo stornate dai bilanci ufficiali, dirottate verso società estere e di qui su conti bancari stranieri nella disponibilità degli indagati. Nell’elenco degli indagati cui è stato notificato il 415 bis, ovvero l’avviso di conclusione dell’inchiesta, ci sono, oltre al presidente onorario Angiolo, altri cinque Landi: Samuele, nipote di Angiolo, amministratore delegato, da molti considerato il vero uomo forte del gruppo, il fratello Raimondo, ex presidente, ed Isacco, il figlio di Raimondo, Sauro, il figlio di Angiolo, Alessandro. Con loro finiscono nel mirino del Pm Rossi altri professionisti e uomini di via Calamandrei: Marco Mariotti, Pasquale Pallini, Daniele Bonarini, Roberto Zambrenti, Pierfrancesco Campana, avvocato svizzero, Alessandro laboni, Maurizio Sorini, Fabio Luci e Giovan Battista Canali. Molti di loro sono (o erano) amministratori delle società off shore attraverso le quali sarebbero transitati decine di milioni di euro. Il capo di imputazione relativo al falso in bilancio viene contestato ad Angiolo, Raimondo Samuele ed Isacco Landi con Marco Mariotti. Due le condotte in cui si sarebbero sostanziati i reati. La più clamorosa, secondo l’ipotesi d accusa, è la cessione del ramo di azienda relativo ai numeri telefonici a valore aggiunto alla società «Voiceplus Srl». Un passaggio avvenuto apparentemente senza pagamento di corrispettivo, ma in di un valore che gli inquirenti stimano invece in 62 milioni di euro, non contabilizzati. Si sarebbe creato così un consistente danno patrimoniale ad Eutelia di cui gli azionisti avrebbero pagato il prezzo sotto forma di minori dividendi e di perdita di valore della società. Ai sei Landi viene poi imputata l’appropriazione indebita di quasi 33 milioni di euro e di oltre 3 milioni di sterline sempre ai danni degli azionisti. Il meccanismo sarebbe, secondo gli inquirenti, quello di false fatturazioni attraverso le quali le aziende della galassia Eutelia stornavano denaro in favore di società estere controllate dagli indagati, alcune delle quali con sede in Inghilterra, Romania, Bulgaria e Isole del Canale. Le cifre così accumulate sarebbero poi transitate su conti bancari esteri ancora nella disponibilità degli accusati. Nel giugno scorso la controllata Agile è stata ceduta, con 2100 dipendenti alla romana Omega attiva soprattutto nei call center. In tutto questo bailamme, ovviamente, sarebbe interessante conoscere qual è la posizione della Regione Molise e della dirigenza della Molise Dati sulla questione. Molisecom, che nella relazione al bilancio del 2007 pareva volesse dedicarsi ad attività di call center, commercializza prodotti di connettività telefonica per privati e aziende (distanza zero, easy call e superfree internet i servizi disponibili). "Nata nel 2006- si legge nel sito aziendale - Molisecom è l’Operatore di telecomunicazioni che opera nella regione Molise con soluzioni all’avanguardia pensate esplicitamente per la realtà locale". Sono in via di costruzione, ossia non disponibili sul sito, il profilo aziendale e la rete della società. La sede sociale della struttura è comunque ad Isernia in via Casale. Ancora meno si sa sull’appalto di cui Eutelia è mandataria, quello per la gestione informatica del farmaco. Il Consigliere regionale Massimo Romano, a seguito dei nostri articoli di stampa, nel marzo scorso ha prodotto anche un’interrogazione al Presidente della Giunta alla quale non sembrerebbe essere ancora giunta risposta. La ripubblichiamo: "Alcuni giornali locali (www.primapaginamolise.it, Il Settimanale del Molise e www.informamolise. com) hanno pubblicato un’inchiesta relativa all’affidamento a Molise Dati spa del servizio per la realizzazione e gestione del sistema informativo sanitario regionale;
- Molise Dati spa è una società partecipata al 51% dalla Regione Molise e per il restante 49% da partner privati;
- il Consiglio regionale ha recentemente deliberato all’unanimità una indagine conoscitiva sul sistema delle partecipazioni regionali;
- che la Prima Commissione consiliare, ottemperando al deliberato consiliare, ha convocato in audizione i rappresentanti delle società partecipate, ivi compreso il Presidente della Molise Dati spa;
- nel corso della audizione del Presidente della Molise Dati spa è stato denunciato il contrasto tra il rapporto – erroneamente definito in house- che intercorre tra la società e la Regione e la normativa nazionale e comunitaria in materia di appalti pubblici, nella parte in cui vieta espressamente e tassativamente la configurabilità dell’in house nel caso di società partecipate anche da privati che non siano individuati con procedure di evidenza pubblica;
- che da alcune settimane è stata presentata dal sottoscritto una mozione consiliare che impegna il Presidente della Giunta regionale a richiedere un parere alla Corte dei Conti per la verifica della legittimità, anche ai fini della contabilità pubblica, del sistema delle partecipazioni regionali;
Considerato che
- L’inchiesta sopra citata riferisce che nel 2005 sarebbe stato affidata alla Molise Dati la realizzazione e la gestione del Servizio Informativo Sanitario Regionale e che in seguito al sopravvenuto fallimento della società aggiudicataria di uno dei lotti il lavoro sarebbe stato affidato a Eutelia spa;
Interroga Il Presidente della Regione, in qualità di delegato alle partecipazioni regionali e alle Politiche della Salute per conoscere:
- se le notizie riportate nell’inchiesta citata siano verificate e corrispondano al vero;
- se non ritenga di ottemperare alle molteplici richieste sul tema delle partecipazioni regionali, in particolare nel porre in essere tutte le azioni utili a verificare l’illegittima configurazione di Molise Dati quale società partecipata da privati, individuati senza gara pubblica, e nonostante ciò affidataria diretta di appalti pubblici regionali nonché talvolta soggetto attuatore di appalti e affidamenti pubblici;
- per conoscere i progetti connessi al Sistema informativo sanitario regionale, in relazione ai costi, alle procedure di affidamento, alle ditte appaltatrici, ai servizi realizzati, da realizzarsi, ed erogati;
- se la società Eutelia abbia la struttura industriale per svolgere i servizi per cui è stata incaricata;
- le procedure mediante le quali il servizio è stato aggiudicato ad Eutelia;
- se siano pubblici i dati forniti in esecuzione del servizio informativo sanitario regionale"
Sin qui Massimo Romano. Intanto in Consiglio regionale è approdato recentemente anche il rendiconto della Regione allegato al quale dovevano essere acclusi anche i rendiconti delle società partecipate dalla Regione. Quello di Molise Dati, da cui sarebbe possibile desumere qualcosa sugli attuali rapporti con il gruppo Eutelia e verificare se le vicissitudini economiche e giudiziarie del gruppo non abbiano avuto ripercussioni anche in Molise, non c’era. Nei prossimi numeri del Settimanale cercheremo allora di fornire qualche lume in più ai nostri lettori sulla questione.
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