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domenica 21 marzo 2010
 
L’approfondimento/Dov’è la Società dell’Informazione? | Stampa |
Scritto da Redazione   
martedì 01 settembre 2009

digitaleLa Regione spende, per il tramite di Molise Dati, oltre 30 milioni di euro per connettere i cittadini molisani - Ma la stessa Regione ci informa, a fine 2008, che oltre 100.000 corregionali vivono nel digital divide, ossia non hanno accesso a connettività veloce

Il nome è importante, così come le cifre in gioco. Parliamo del Sistema telematico molisano nell’ambito di un progetto finanziato con i fondi europei conosciuto come "Società dell’informazione". Solo nel periodo che va dal 2000 al 2006 (come si può vedere anche dalla tabella che pubblichiamo a pagina 3) ha ricevuto fondi pubblici per 21,5 milioni di euro.

Ma altri finanziamenti sono stati previsti, evidentemente per completare la misura, anche nei fondi europei che vanno dal 2007 sino al 2013, i cosiddetti fondi strutturali Fesr. Non solo, ma altre somme per le reti di trasporto dati e la connettività elettronica sono state impegnate dalla Regione, per oltre 2 milioni di euro dai soli derivanti dal bond Molise, ossia la richiesta di capitali che la Regione ha fatto al mercato, per oltre 180 milioni di euro. Quindi per la Società dell’Informazione in Molise sono stati spesi o saranno spesi dai 30 ai 40 milioni di euro. Siccome a fronte di un tale impegno finanziario così elevato sulla vicenda se ne sa poco o niente, abbiamo deciso noi, in una serie di articoli di approfondire l’importante argomento. Partiamo da cosa pensa la Regione Molise quando cerca di costruire la Società dell’Informazione e leggiamo dai documenti ufficiali. Si tratta di:

a) creare prioritariamente la "Rete Unitaria Regione Molise" (extranet) sfruttando le tecniche di comunicazione di internet quale infrastruttura di trasporto di informazioni, dati e servizi;

b) costruire la "Rete Internet Molise" (intranet) strutturalmente integrata nella "Rete Unitaria Regione Molise", come strumento generalizzato di interoperatività e di gestione dei siti web, delle comunicazioni, delle informazioni e dei servizi tra tutti i soggetti regionali aderenti; tale Rete sarà strutturata da accessi controllati per la sicurezza e la riservatezza dei dati e delle informazioni in essa raccolti;

c) definire le linee guida per uniformare ed omogeneizzare agli standards tecnologici del "Sistema Telematico Molise", i "Sistemi Informativi Locali" delle Autonomie Locali e di ciascuno dei soggetti istituzionali che parteciperanno alla "Rete Unitaria della Regione Molise" ed alla "Rete Internet Molise";

d) progettare e realizzare il "Nuovo Sistema Informativo Regionale", quale banca dati informatizzata, attraverso la quale porre le basi per giungere alla creazione e allo sviluppo del "Sistema Telematico Molise";

e) condurre contestualmente, tenuto conto che un sistema informativo è la combinazione di un sistema informatico e delle persone che interagiscono con esso, una profonda azione di addestramento e di aggiornamento del personale coinvolto Diciamo per semplificare che si tratta di un grande portale (extranet), con accesso riservato interno (intranet), di una banca dati e di addestrare il personale all’uso di questi strumenti tecnologici. Il tutto come prima fase per 21,5 milioni di euro.

Chi lo deve realizzare però questo Sistema Telematico Molisano? Anche qui troviamo una risposta ufficiale. La legge regionale n° 3/99 stabilisce che tutte le attività legate allo sviluppo dell’informatica che interessino la Regione e le strutture ad essa collegate siano gestite dalla società a maggioranza azionaria regionale "Molise Dati S.p.A.", per cui l’attuazione della misura, volta principalmente a favorire la diffusione, sotto una regia unitaria, dell’informatica in tutti i settori, da quelli amministrativi a quelli legati allo sviluppo dell’imprenditoria in senso stretto, sarà demandata a tale società, che fungerà, come indicato dalla suddetta legge, da «stazione appaltante» in nome e per conto della Regione. Ed in effetti, come si vede anche leggendo il piano ufficiale della società della comunicazione, a gestire tutto è proprio la controllata regionale della Regione con sede in via Insorti d’Ungheria a Campobasso. Ora nel concreto attraverso quali misure la Regione, per il tramite di Molise Dati ha inteso realizzare la Società dell’Informazione? Partiamo dal primo strumento proposto, chiaramente condivisibile: dotare la Regione di una rete telematica che colleghi tutti i comuni in banda larga, con annessi sistemi di sicurezza per le comunicazioni. Lo strumento scelto dalla Regione è avveniristico. Anziché scavare ponendo gli indispensabili cavi per portare la connettività ad alta velocità (il cosiddetto cablaggio), la Molise Dati per conto della Regione suggerisce un’altra idea, molto avanzata: una rete wireless ossia senza fili capace di assicurare la connettività ad alta velocità sul territorio regionale, cioè nei posti dove la Telecom, a partire dal progetto Socrate di oltre 15 anni fa, non ha già cablato di suo. Le uniche operazioni di cablaggio previste dalla Società dell’Informazione sono nelle zone terremotate, le aree del cosiddetto cratere, ma limitatamente alla aree Pip, ossia quelle destinate all’insediamento delle attività produttive. Ma le reti wireless cui fa riferimento Molise Dati non sono una realtà tecnologica ancora affermata (qualcuno sostiene che non si affermeranno mai) e hanno fortissime limitazioni orografiche. Il segnale se c’è un ostacolo non passa. Ma visto che la Molise Dati vuole usare il wireless proprio nei centri minori e più isolati della regione la domanda sorge spontanea: e come fa? E probabilmente nel documento conclusivo la stessa azienda regionale deve essersi posta il problema se testualmente recita: "la definizione puntuale delle reti wireless avverrà sulla base di una successiva analisi da condurre in sede di studio di fattibilità". Per cui in sostanza usiamo il wi-fi ma dovremo studiare successivamente come. Nei prossimi numeri andremo a verificare sul terreno quanto effettivamente la società dell’informazione ha fatto strada, come sistema di connettività veloce nel Molise, nonostante l’investimento pubblico europeo. Intanto possiamo fornire un dato di sintesi che alla fine del 2008, ossia dopo che si sono evidentemente dispiegati i benefici del progetto che stiamo esaminando, ci dice quanto di connettività veloce disponga il Molise. La fonte dei dati è ufficiale ed è della stessa Regione Molise, ed è contenuto nel Piano di Sviluppo Rurale recentemente approvato dalla Giunta regionale. Al 31 dicembre 2008 dice la Giunta regionale che il cosiddetto digital divide, ossia la percentuale di popolazione non servita da accessi alla rete a larga banda, considerato dalla stessa Giunta un indicatore importante del grado di competitività del sistema paese, è pari al 26,1% della popolazione molisana. Ossia oltre un quarto dei molisani questa connettività veloce non ce l’ha. Ad essa poi si deve aggiungere un altro 8% di popolazione molisana servita da un Adsl a velocità ridotta, che il documento dell’Esecutivo regionale ritiene comunque non soddisfacente. Facciamo allora due conti. Nonostante i 21,5 milioni di euro spesi oltre il 30% della popolazione (ossia oltre 100.000 molisani) vive senza la connettività promessa dalla Società dell’Informazione. Non solo. Ma lo stesso Piano di Sviluppo Rurale, senza tener evidentemente conto del lavoro effettuato da Molise Dati, stanzia altri 2,5 milioni di euro per risolvere la questione connettività, e la affida, in questo caso dribblando la legge 3 del 1999, alla Infratel spa.

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