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domenica 21 marzo 2010
 
Sapore di mare . . . e non solo | Stampa |
Scritto da A. O.   
sabato 04 luglio 2009

patrimonio_itticoAnalisi delle violazioni in materia di tutela del patrimoni ittico e marino – Pesca oltre i limiti del consentito e mancato rispetto della normativa sulla tracciabilità le violazioni riscontrate con maggiore frequenza

A poco più di una settimana dalla pubblicazione del rapporto Lav 2009 sulle zoomafie, di cui abbiamo riportato i dati nel numero della settimana scorsa del Settimanale, conferme sui reati in materia arrivano dalle operazioni a tutela del patrimonio ittico condotte nella nostra regione dalla Capitaneria di Porto.

Una premessa: le operazioni, oltre che interessare la zona costiera ed i lidi, sono state estese anche all’entroterra sino a Campobasso ed Isernia. L’attività di tutela del patrimonio ittico è condotta non solo con riguardo alle specie protette, ma anche al rispetto dei limiti di pescato, al fine di garantire il rispetto dell’equilibrio dell’habitat marino e la conservazione e riproduzione delle specie che in esso vivono. Nel 2008, a livello nazionale, sono stati monitorati 800 km di costa; i controlli effettuati sono stati 253.132, di cui 208.000 a terra e 44.433 sui pescherecci in mare. Sono state elevate 991 notizie di reato; 4.601 sono stati gli illeciti amministrativi e 2695 gli attrezzi per la pesca sequestrati. In totale, nel 2008, sono stati sequestrati 519.872 kg di pescato. Ma com’è andata in regione? Anche in Molise l’attività di controllo si è incentrata su due fronti: la tutela del patrimonio ittico e la tutela del consumatore. Con riguardo alla tutela del patrimonio, diverse sono state le operazioni condotte dalla Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza, sezione navale: in particolare nella nostra regione aumenta la pesca abusiva di ricci di mare oltre i limiti del consentito. Ad aprile, in due distinte operazioni sono stati sottratti ed immediatamente rigettati in mare, rispettivamente 250 ed 800 ricci di mare (il limite massimo per la raccolta è di 50). Non da ultimo il 22 giugno sono stati sequestrati dalla Capitaneria termolese 1500 ricci di mare; il 30 giugno altri 1500 echinoidi sono stati sequestrati e rigettati in mare dalla sezione navale della Guardia di Finanza. In entrambi i casi sono state comminate anche sanzioni pecuniarie di 2.000 e 6.000 euro. Nei primi cinque giorni di marzo gli uomini di quasi 300 comandi, dislocati su tutto il territorio nazionale, hanno effettuato 7.000 controlli, sequestrando 63 tonnellate di prodotti ittici commercializzati irregolarmente. Decine sono state le persone segnalate per reati come la pesca e la commercializzazione di novellame e di specie vietate. In regione, in quella stessa operazione, i militari sequestrarono oltre mezza tonnellata di prodotti ittici conservata in maniera irregolare. Anche in materia di rintracciabilità e commercializzazione del pescato diverse sono state le notizie di reato: l’anno si è aperto con l’operazione "Pesce Ok", che ha interessato tutto il territorio nazionale, ma che ha fatto registrare anche in Molise i suoi risultati: i controlli sono stati eseguiti sia allo sbarco del pescato che lungo tutte le fasi della commercializzazione, al fine di verificare eventuali violazioni alla normativa sulla tracciabilità. In totale sono state elevate sanzioni amministrative per 8.000 euro e sequestrati circa 150 kg di pescato. Sanzioni che hanno superato i 20.000 euro nel mese di aprile, dove sono state 3 le violazioni accertate e circa un quintale di prodotto ittico sequestrato, in quanto privo della documentazione attestante la provenienza, la specie e la qualità. Particolare attenzione, infatti, oltre che alla commercializzazione, anche alla verifica dei mezzi adibiti al trasporto ittico che, per garantire le condizioni igienico – sanitarie del pescato, devono disporre di apposita autorizzazione. L’attenzione è rivolta alle operazioni di carico del pescato, al rispetto della documentazione di trasporto ed alla normativa igienico – sanitaria in materia, prevista dalla normativa nazionale e comunitaria in materia di tutela del consumatore. La violazione maggiormente riscontrata riguarda la mancanza della documentazione attestante l’origine, la qualità e la freschezza, documenti base delle informazioni che in qualunque stadio della commercializzazione devono essere resi disponibili sia per i controlli sia per i consumatori, attraverso il rispetto delle disposizioni in materia di etichettatura. Peraltro da rilevare come in tutte le operazioni condotte, i quantitativi di prodotto sequestrato si riferiscono all’attività di un numero ristretto di operatori del comparto ittico: è stato riscontrato, infatti, un costante incremento della conoscenza della legislazione di settore, con il conseguente rispetto da parte degli esercenti.

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