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lunedì 22 marzo 2010
 
Le esclusive del Settimanale del Molise/Sergio Florio: la mia verità | Stampa |
Scritto da Redazione   
sabato 30 maggio 2009

florio_sergioBotta e risposta con il dirigente dell’Asrem - Una sanità ancora non meritocratica - "Qualcuno aveva in animo di revocarmi, non il Presidente" - "Il problema è il mancato equilibrio costi-ricavi"

Abbiamo incontrato l’ingegnere Sergio Florio per conoscere, dalla propria viva voce, il suo pensiero sulla sanità molisana. Come ben sa chi ci legge questa testata ha lungamente parlato dell’ingegnere e del tentativo, poi fallito, di revocarlo a meno di 60 giorni dalla scadenza del suo mandato.

E sa anche che la sanità molisana, un’enigma da 700 milioni di euro l’anno, è un mondo complesso, difficile, in cui si intersecano tanti interessi tutti compulsivi e rilevanti: la salute dei cittadini, gli interessi economici di chi opera con il servizio sanitario e, soprattutto la politica, che gestisce e indica la strada del servizio sanitario regionale. Florio, uomo riservato ma schietto, è anche uomo di poche parole, come si capirà bene anche dall’intervista. Ma si tratta di parole precise, appropriate e "pesanti", nello stile di un ingegnere, abituato a sintetizzare e trovare fili logici ineludibili in pochi caratteri e in pochi simboli. Florio non lascia nulla al caso e spiega, in sostanza, che la sanità molisana dovrà trovare un equilibrio, ma oggi non è ancora in equilibrio. Spiega che gli ospedali sono troppi, sono troppi i primari e sono troppi i dirigenti. Spiega che il sistema non va, se permette ad un singolo specialista di ricevere in un mese 43.000 euro di stipendio. Spiega quindi tante cose, questa intervista e vista la sua "densità" non potrà non essere motivo per ulteriori riflessioni e considerazioni.

Ingegner Florio quando scadrà il suo mandato?

"Il prossimo 30 giugno".

Perché si è pensato di revocare in anticipo un mandato prorogatole comunque a dicembre scorso?

"Ho letto che qualcuno, ma non certo il Presidente, aveva in animo di proporre la mia revoca per non meglio precisate ragioni. E, dunque, per ragioni che mi sfuggono completamente".

Perché il sistema sanitario molisano è in deficit?

"Non c’è l’equilibrio costi-ricavi. In particolare esiste un’offerta non appropriata rispetto la domanda".

Perché non si riesce a risolvere tale deficit?

"Occorre tempo. Tempo per organizzare, ma soprattutto per raccogliere i frutti delle risposte quando sono appropriate".

Che ruolo ha, nel sistema, la sanità privata?

"Nel sistema Asrem pesa, rispetto all’intera produzione sanitaria regionale, meno del 10%. Sul totale regionale, invece, l’offerta non pubblica, e mi riferisco soprattutto a Neuromed e Cattolica, pesa per circa il 20 %".

Nella sanità privata sono tutti uguali o ci sono differenziazioni: se ci sono, sono sempre giustificate?

"Per gli accreditati Asrem lo schema contrattuale è unico regionale. Dunque…".

Che rapporti ha con la politica molisana?

"Sono stato contrattualizzato dal Presidente della Giunta regionale che anche in qualità di Assessore alla Sanità rappresenta il mio diretto superiore".

I politici fanno sentire il loro peso nelle scelte della sanità regionale? E se sì come?

"La programmazione sanitaria viene decisa dalla politica, dalla Giunta e dal Consiglio regionale in primo luogo, A me, il compito di attuarla".

Che rapporti ha con il Presidente della Regione, Michele Iorio?

"Certamente di stima e grande considerazione, anche atteso il difficile compito che ha davanti"

Il sistema sanitario molisano è meritocratico?

"Dovrebbe essere meritocratico".

Cosa bisogna fare, se medici, per fare carriera nel sistema sanitario del Molise?

"Ricercare, studiare e curare".

E se non medici?

"In realtà, tanto se medici o non medici, la chiave del per fare carriera è l’impegno quotidiano. Il caso del dottor Elia Abbondante è emblematico. Entrato oltre 15 anni fa come ausiliario al Cardarelli di Napoli, preparandosi per affrontare diversi concorsi si è determinato una brillante carriera nell’area amministrativa. E’ stato responsabile del Provveditorato con me al Pascale e direttore amministrativo a Frosinone. Oggi è commissario nell’Asl più grande d’Europa, la Napoli 1. Il tutto con le sue sole capacità professionali, passo dopo passo".

Quanto costa un ricovero mediamente nel Molise?

"Un posto letto costa mediamente 700 euro al giorno".

La sanità privata è sempre realmente d’eccellenza?

"Non sempre, non necessariamente e non in tutte le aree. Ma ce ne sono. Penso alla radioterapia della Cattolica o alla neurologia della Neuromed che è poi uno dei due poli di eccellenza in Italia".

Perché Berlusconi ha invitato Iorio a prendere atti per modificare la quantità e la qualità del sistema sanitario regionale?

"Beh, perché non c’è ancora appunto un equilibrio tra costi e ricavi".

Secondo lei il problema vero è che il Governo nazionale dà pochi fondi alla sanità molisana?

"Questa è solo una parte del problema".

Perché il sistema di rilevazione amministrativo, sempre secondo il Governo nazionale, è inadeguato?

"Perché non si concentrano nel capoluogo di regione, in maniera omogenea e reale, tutte le funzioni amministrative. Poi c’è il diffuso fenomeno dei ricorsi per i quali, ad esempio si impiegano anche 15 mesi, tra Tar e altro per concludere una gara".

Lei ha delle responsabilità in questo sistema carente?

"Come tutti gli attori di sistema".

Chi ha il reale potere di spendere i 700 milioni di euro della sanità molisana?

"Dal primus della Regione, passando per i medici, fino ad arrivare ai cittadini. In una parola, tutti".

Perché un professionista del sistema sanitario ha ricevuto uno stipendio in un mese di 43.000 euro?

"Questo è quello che risulta dall’applicazione per legge del contratto".

Quanti primari ci sono nel servizio sanitario regionale?

"Troppi".

Quanti dirigenti ci sono nel sistema sanitario?

"Idem".

Gli ospedali sono troppi o non è cosi?

"Si, è così".

E i Pronto Soccorso? "No. Il numero è congruo".

Qual è il suo giudizio complessivo sul sistema sanitario molisano?

"Rimandato a settembre".

Che obiettivo si è dato per la sua gestione della sanità?

"Quello assegnatomi dal Governo regionale".

In ultimo, le piace il suo lavoro di Direttore generale dell’Asrem?

"Si, molto".

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