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domenica 21 marzo 2010
 
Solagrital/Arena: nasce una società immobiliare regionale | Stampa |
Scritto da Redazione   
domenica 23 agosto 2009

Spunta una nuova società che dovrà rilevare tutti gli asset dalla Solagrital per poi riaffittarli alla cooperativa - Nella Solagrital l’Arena, che fa capo a Dante Di Dario, continuerà ad assicurare la gestione - I Direttori generali Di Ludovico, Ortis e Francioni avvieranno il nuovo assetto

Continuiamo ad analizzare la delibera 370 della Giunta regionale, quella che ha disposto un intervento di circa 27 milioni di euro in favore della filiera avicola matesina ed in particolare della cooperativa di produzione Solagrital, di cui la Regione detiene il 70% delle quote.

Come abbiamo visto si tratta di una materia intricata, resa ancora più intricata dal sovrapporsi dei destini tra Solagrital e il gruppo Arena, che fa riferimento al molisano Dante Di Dario, al quale in sostanza la Solagrital vende la quasi totalità della propria produzione di polli. La delibera prevede una serie di interventi, alcuni dei quali abbiamo già analizzato in un precedente articolo. Vediamo oggi altri punti salienti. Il primo punto dei 22 di cui consta la delibera riguarda un mandato fornito alle direzioni generali I, II e III della Regione, ossia ai dottori Antonio Di Ludovico, Lorenzo Ortis e Antonio Francioni, che firmano infatti la delibera 370, di "stipulare un contratto preliminare per l’acquisto da parte della Regione o di proprio ente strumentale (non si sa però quale) le partecipazioni detenute in Solagrital in costituenda società di capitali, per il rilancio della filiera, a fronte di un corrispettivo massimo di 27 milioni di euro, 22 milioni dei quali da corrispondere ex novo e 5 milioni di euro, considerando in conto prezzo quanto già corrisposto, in attuazione della delibera di Giunta regionale 1395 del 17 dicembre scorso". A tale costituenda società, continua la delibera, la Solagrital stessa dovrà preliminarmente all’operazione di cui sopra conferire e/o vendere i rami d’azienda corrispondenti al mangimificio di Monteverde di Bojano e terreni di pertinenza, ai centri pollastri e terreni di pertinenza, centri ovaiole e terreni di pertinenza e tutti i beni materiali di proprietà corrispondenti alle linee di produzione delle prime, seconde e quarte lavorazioni. La costituenda società concederà i predetti rami di azienda e beni materiali in fitto a Solagrital per un periodo non inferiore a 12 anni, per un canone da concordare tra le parti, in modo da garantire l’equilibrio economico-gestionale della predetta costituenda società. L’ultimo punto affidato alla direzioni generali congiunte riguarda il finanziamento (quello in base al quale poi Jp Morgan perfezionerà il proprio secondo closing con il gruppo Arena) e la governante della Solagrital. Leggiamo. Ai direttori generali viene dato mandato di provvedere ad un primo pagamento di 15 milioni di euro in conto anticipazione dei 27 milioni di euro sopra definiti "subordinatamente al verificarsi delle seguenti condizioni: ridefinizione dello Statuto di Solagrital al fine di ristrutturare e riequilibrare la governante societaria, assicurando un ruolo adeguato alla parte pubblica da esprimersi attraverso l’attribuzione dei poteri straordinari al solo Consiglio di amministrazione, composto da un numero massimo di 5 membri, comunque dispari, tra i quali saranno ricompresi il Presidente ed il 50% dei membri rimanenti, di designazione pubblica e i membri rimanenti, nominati dalla parte privata (ossia Arena per intenderci) che esprimerà anche l’Amministratore delegato, con poteri ordinari stabiliti dal Consiglio di amministrazione, con un Direttore generale nominato dal Consiglio di amministrazione, designato dalla parte privata, con poteri gestionali e con collegio sindacale di 3 membri, di cui 2 di espressione della parte pubblica, compreso il Presidente. La designazione dei componenti di parte pubblica dovrà avvenire, prosegue la delibera, entro dieci giorni dalla data di approvazione del presente provvedimento" e l’erogazione dei 15 milioni di euro è subordinata anche alla concretizzazione degli accordi stipulati tra Arena e Jp Morgan, attraverso la conversione in capitale del debito vantato da Jp Morgan per 12,5 milioni e la ristrutturazione del debito residuo alle condizioni sottoscritte. Questo il punto 2 della delibera. Vediamo di trovare una sintesi a beneficio dei nostri lettori. La Regione crea una nuova società e gli fornisce 27 milioni di euro. Con questi 27 milioni di euro la nuova società compra (o conferisce, ma in questo caso Solagrital diventa socia della nuova società) le proprietà immobiliari da Solagrital e poi gliele cede in fitto per pagarsi le spese annue. Nulla è detto sulla composizione di questa nuova società. Nulla è detto di questa specie di immobiliare, sui suoi organi amministrativi, sul capitale sociale, sull’oggetto sociale. Andiamo adesso a Solagrital. La stesa riceve dalla nuova società un anticipo di 15 milioni di euro, come ha chiesto Jp Morgan al partner privato Arena. Prima di procedere al pagamento dei 15 milioni di euro i Direttori generali dovranno verificare che siano cambiati i modi di conduzione della società, con modifiche statutarie. E come cambierà la cosiddetta governante di Solagrital? Cambierà nel senso che il Consiglio di amministrazione e i sindaci saranno in prevalenza espressione della Regione Molise, ma poi la conduzione della società giorno per giorno resterà affidata, come in effetti è anche adesso, agli uomini designati dal partner privato, sostanzialmente da Dante Di Dario. Sue saranno le designazioni dell’Amministratore delegato e del Direttore generale, cioè il vertice operativo e funzionale della Solagrital. La previsione contrasta, almeno parzialmente, con quanto dichiarato pubblicamente dall’Assessore alla Programmazione Gianfranco Vitagliano, la cui regia, oltre che i fondi da lui gestiti, sono alla base della delibera. Certo il partner privato si vede limitato, rispetto alla situazione odierna, poteri straordinari, di competenza del Consiglio di amministrazione. Ma bisognerà poi nel concreto vedere quali saranno le attribuzioni all’Amministratore delegato e al Direttore generale che avrà non precisati poteri gestionali per capire davvero dove penderà il potere gestionale e operativo della società cooperativa. Un’ultima annotazione riguarda anche la consistenza patrimoniale di Solagrital, che risulterà quasi completamente svuotata di asset, visto che li dovrà cedere alla nuova società di capitali, al momento un po’oggetto misterioso. Li riavrà in fitto, ma è indubbio che la cooperativa vede ridurre la consistenza anche qualitativa del proprio attivo. In pratica la nuova Solagrital, dopo la delibera 370, sembra più una mega cooperativa di produzione e lavoro che non una società commerciale in senso tecnico. Una scelta forse ancora non apprezzata appieno. A meno che Solagrital diventi socio della nuova società con il conferimento dei propri beni. Ma avremmo in questo caso, che la delibera non esclude, un allungamento ulteriori delle catene societarie, già probabilmente molto lunghe e complesse, e non una semplificazione della filiera, cosa che almeno nelle intenzioni la delibera 370 avrebbe voluto realizzare. Nella prossima settimana ulteriori approfondimenti.

Commenti (1)add
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scritto da Armando , luglio 18, 2009
Solagrital/Arena: nasce una società immobiliare regionale. Eravamo a maggio.
Siamo a Luglio 2009 e mi sapreste dire cosa è cambiato, i miglioramenti e la ripresa dell'azienda dove sono? Oltre alla concessione della CIGS, che è servita per amputare le gambe a quei pochi dipendenti (no yesman)a discapito di nuove assunzioni di "comodo", la Regione cosa ha fatto per verificare che il risanamento dell'azienda ed il suo rilancio non sia il solito ....bluff??
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