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Dai radiologi di Agnone alla Asrem che si fa "pizzicare" 39 milioni di euro dal Governo nazionale: tutti esempi di un sistema che ancora non riesce ad essere tarato bene
Continuiamo con i dati, con i singoli esempi, con gli aneddoti. Ad Agnone sono in forza quattro radiologi. A Campobasso sono in cinque. I primi, non certo per loro volontà, fanno qualche esame all’anno, nell’ordine delle centinaia complessivi. I secondi non riescono a stare dietro alla domanda, e sono, probabilmente, insufficienti.
Ma si continua così, come se nulla fosse. Alla Cattolica di Campobasso, che ha un centro di primo livello per la cura dei tumori, però poi si pratica ordinariamente la chemioterapia con ricovero in regime ordinario, una prassi che sta scomparendo in quasi tutti gli altri centri d’Italia. Significa che per svolgere le cure chimiche di contrasto al tumore ci si deve quasi sempre ricoverare. Con tutti i costi annessi e connessi. In altre zone d’Italia addirittura si sta sperimentando la chemioterapia a domicilio del paziente, e comunque di solito è svolta senza ricovero in regime ambulatoriale e con costi assai diversi. Andiamo avanti. I fornitori della Asrem sono oltre 500 e la gran parte sono molisani. La Regione, vista la grave crisi di liquidità che attanagliava e attanaglia l’economia aveva liquidato alla Asrem più soldi del solito, qualcosa come 90 milioni di euro proprio per accelerare i pagamenti alle imprese locali e immettere soldi in Regione. Nell’intanto il Governo nazionale, per rientrare nei vincoli europei del patto di stabilità e del parametro deficit pubblico/prodotto interno lordo e indebitamento nazionale/prodotto interno lordo, aveva emanato una norma per la quale le giacenze di tesoreria delle Asrem, al 31 dicembre, venivano acquisite dalla tesoreria nazionale e restituite successivamente con il tasso di interesse legale. In pratica un prestito forzoso. Tutti ovviamente si sono dati da fare per spendere i soldi e far sì che al 31/12/2008 il Governo non trovasse niente. Non così il Molise che ha fornito al Governo nazionale liquidità per ben 39 milioni di euro. Come si dice a Campobasso, sopra al cotto l’acqua bollente. Per non parlare anche del sistema della medicina di base che ha prodotto, nel 2008, ben 177.000 ricette mediche e prescrizioni in più rispetto all’anno precedente, nonostante non si fossero verificate in Molise epidemie di particolare entità. E infine, per concludere questa carrellata esemplificativa del pianeta sanità Molise (ma si possono scrivere altre cento puntate come questa), andiamo al nepotismo. Una piaga non solo per i costi, ma per la fiducia. Se si scorrono i nomi degli oltre 7.000 dipendenti del sistema pubblico e privato convenzionato, si trova di tutto e con un’avvertenza importante: non si tratta di omonimi, ma sono proprio loro. Troviamo di tutto, ma troviamo anche tanta gente onesta, laboriosa e umile che ogni giorno, sotto il peso di 270.000 euro di deficit, si sforza di sostenere al meglio il cittadino e chi ha bisogno di cure e chiede loro aiuto.
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