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Che cos’è un Accordo di Programma Quadro? Quanti di noi se lo saranno chiesto, magari guardando qualche televisione locale e amministratori che, di solito con volti sorridenti, firmano protocollo, si stringono le mani, enunciano importanti progetti per il futuro degli enti da loro amministrati.
Ma una risposta difficilmente arriva. Tutti gli amministratori, nelle loro interviste, lo danno come un fatto scontato, banale, di routine. Addirittura qualcuno, per far capire che ha studiato, non dice più nemmeno Accordo Programma Quadro, ma il suo acronimo Apq. E invece l’Accordo di Programma non è una cosa né semplice, né facile. Ma è importante, maledettamente importante, perché smuove cifre significative, cambia aspetto alle città, deregolamenta vincoli, come quelli per edificare solitamente considerati inderogabili. E, soprattutto, permette anche ai privati, in particolare gli imprenditori edili, di avere un ruolo negoziato, ossia non passare per bandi di gara, appalti et similia. Campobasso è, in qualche maniera, all’avanguardia nell’attuazione degli accordi di programma. Quello più significativo è sicuramente quello stipulato con la Regione Molise, dal valore di circa 45 milioni di euro, cui si aggiungo interventi del Governo nazionale per altri 5 milioni di euro. Ma per tornare a bomba, cos’è l’Accordo di programma? Partiamo da una definizione di tipo scolastico. L’Apq (ci scuserete ma usiamo anche noi l’acronimo per risparmiare tempo) è "nell’ambito della programmazione negoziata - che consente a Regioni e Province autonome di concordare col Governo obiettivi, settori e aree in cui effettuare interventi per lo sviluppo del territorio regionale - l’Accordo di Programma Quadro (APQ) definisce, per un determinato settore di intervento, le opere ed i finanziamenti, nonché le procedure per il monitoraggio dell’attuazione degli investimenti da ricomprendersi nelle Intese Istituzionali di Programma Stato – Regione". Chiaro? Pensiamo di no. Cerchiamo di capire meglio. L’Apq parte da un’intesa su una serie di cose da fare tra Governo nazionale e Regioni. Si tratta di programmazione negoziata, ossia in cui i vari enti si mettono d’accordo, e soprattutto decidono chi ci mette cosa, su attività e opere da realizzare su un territorio. Una forma più partecipata di amministrazione, in cui si cerca di coinvolgere i soggetti non perché sono istituzioni ma perché debbono raggiungere degli obiettivi nell’interesse dei cittadini. LApq è il documento in cui questa intesa si traduce in fatti concreti: opere da realizzare, obiettivi, controlli e monitoraggi. Ogni Apq ha un allegato tecnico in cui si spiegano dettagliatamente le cose da fare e le risorse impegnate. Ma l’Accordo ha anche un’altra valenza, nelle pieghe del sistema. Traiamo una definizione illuminante dalla rivista di diritto Aedon, edita on line dall’editrice il Mulino: "l’Apq ha per finalità quella di portare ad attuazione gli obiettivi indicati nell’intesa istituzionale; è aperto alla partecipazione sia dei contraenti dell’intesa stessa (Governo nazionale e Giunta regionale), sia di ulteriori soggetti pubblici e – si noti – privati". Ed è il si noti che vale tutto. L’Accordo di Programma non è limitato agli enti pubblici ma si noti, anche ai privati. Per cui un accordo di programma è una sorta di aquila bicefala: ci sono le opere da realizzare insieme dagli enti sottoscrittori, in primis Governo nazionale e Regioni, e poi ci può essere un intervento dei privati. Torniamo allora al capoluogo regionale e vediamo una ciascuna le due teste sin qui descritte. Partiamo dalla parte per così dire pubblica dell’Apq. Torniamo al Comune di Campobasso che ha siglato una serie di intese con la Regione Molise, proprio nell’ambito di un Accordo di Programma. I soldi li mette la Regione, che dedica un intero asse, definito Città, delle risorse dell’intesa istituzionale di programma stipulata tra Regione Molise e il Governo, attraverso i vari Ministeri coinvolti dal valore di 590 milioni di euro. Campobasso, oltre ad aver attinto ad altri Apq della medesima intesa (come quello con il Ministero dei Beni Culturali), ha un Apq tutto suo, denominato "Asse Città" e che vale 45 milioni di euro per interventi infrastrutturali. Quali sono allora questi interventi? Li vedremo nella prossima puntata. (prima di tre puntate).
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