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domenica 21 marzo 2010
 
L´Unione europea si difende dalla crisi finanziaria | Stampa |
mercoledì 19 novembre 2008

La crisi finanziaria attuale si è trasformata in una minaccia globale verso l’economia, il lavoro e la vita di milioni di persone nel mondo.

Il Parlamento europeo, riunito nella sessione plenaria di Strasburgo ha fatto il punto sul G20, il Vertice tra i 20 paesi più industrializzati del mondo svoltosi lo scorso fine settimana a Washington, al fine di valutare le misure da adottare affinché l’economia mondiale non sprofondi sotto il peso della crisi.

"L´Unione europea deve dotarsi dei mezzi finanziari necessari al fine di lottare contro il periodo di crisi che sta affliggendo l'economia mondiale". Lo ha affermato l´Eurodeputato Aldo Patriciello, Vice-presidente della Commissione ITRE del Parlamento europeo che da Strasburgo é intervenuto a margine della riunione sulle ripercussioni della crisi sull'economia europea.

Per l'Onorevole Patriciello la crisi economica e finanziaria non costituisce, come sostenuto da taluni, la sconfitta del capitalismo, bensì il risultato di un errore politico: "dovuto all'insufficienza di regole e di controlli sulla qualità dei prodotti finanziari d'oltre-Atlantico sin dagli anni '90. La crisi nasce dalla mancanza di trasparenza sui mercati e dall'assenza di un organo di supervisione efficace dei mercati finanziari. Per tale motivo, ha proseguito, la priorità va data a coloro che lavorano e risparmiano e alle imprese che prendono rischi tutti i giorni per creare crescita e occupazione".

Inoltre, l´Europarlamentare molisano ripone molta speranza nel ruolo che il Fondo Monetario Internazionale può giocare in questa crisi: “i paesi del G20 dovrebbero rivitalizzare il Fondo Monetario Internazionale, in modo che le sue risorse siano illimitate affinché esso possa agire come prestatore ultimo per tutti quei paesi che hanno delle difficoltà finanziarie”.

La mancanza di trasparenza dei mercati finanziari, la speculazione e la sofisticazione dei prodotti finanziari hanno aperto le porte ad una voragine dalla quale abbiamo difficoltà a venirne fuori. Da qui la necessità di proporre e mettere in atto delle riforme sostanziali: “gli incentivi dovrebbero allinearsi con gli obiettivi di lungo termine, piuttosto che con guadagni immediati. Occorre, inoltre, avviare campagne di sensibilizzazione e introdurre l'educazione finanziaria nei programmi scolastici”.

"Infine - chiosa l'On. Patriciello - il miglioramento del livello di alfabetizzazione finanziaria dei consumatori dovrebbe essere una priorità dei responsabili politici nazionali ed europei. Sia per i benefici che ne possono trarre le singole persone ma anche per quelli che ricadrebbero sulla società e sull’economia, quali la riduzione del livello dei debiti problematici, l’aumento del risparmio, l'aumento della concorrenza, la capacità di utilizzare correttamente i prodotti assicurativi e la capacità di provvedere adeguatamente per la pensione”.

L'obiettivo dell'educazione e della sensibilizzazione dei consumatori in materia di finanza e credito: “è quello di migliorare la loro consapevolezza delle realtà economiche e finanziarie, in modo che comprendano gli impegni economici ed evitino rischi inutili, indebitamenti eccessivi e l'esclusione finanziaria”.


D'altra parte, la crisi dei mutui "subprime", oltre ad illustrare i pericoli di un'informazione inadeguata dei mutuatari, dimostra che la mancata comprensione e conoscenza di tali informazioni: “fa sì che i consumatori non siano sufficientemente preoccupati dei rischi d'insolvenza e indebitamento eccessivo”. A tale proposito, riconoscendo l’importante ruolo del settore privato e delle istituzioni finanziarie nel fornire ai consumatori informazioni, l'Eurodeputato forzista, rileva che l’educazione finanziaria dev'essere offerta in modo “equo, imparziale e trasparente, al fine di servire gli interessi dei consumatori, e deve quindi distinguersi chiaramente dalla consulenza commerciale o dalla pubblicità”. Le azioni di formazione e d'informazione devono consentire ai consumatori di avere “un approccio indipendente, basato sul proprio giudizio, ai prodotti finanziari loro offerti o cui intendono ricorrere”.

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