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lunedì 22 marzo 2010
 
Editoriali
Iorio, Romano, Perna e Francario: lo zucchero filato molisano | Stampa |
lunedì 08 marzo 2010

Di lato, nella migliore tradizione di questa testata, cerchiamo di spiegare a tutti i nostri lettori (che non necessariamente devono essere esperti di finanza) cosa significa se una società ha la sua sede in uno dei cosiddetti paradisi fiscali. Lo facciamo perché il nuovo socio dello Zuccherificio, con una quota del 37,7%, è una società per azioni con sede a Roma, che ha a sua volta come unico proprietario una società con sede nella capitale della Repubblica di Cipro (quella greca per intenderci), Nicosia. Una società in cui dai registri tenuti presso il sistema delle camere di commercio italiane l’attuale patron dello Zuccherificio, Remo Perna, formalmente non risulta. Evidentemente, ne deduciamo noi, Remo Perna deve essere socio, direttamente o indirettamente, della società cipriota, altrimenti il cerchio non si chiude. Abbiamo anche voluto spiegare per correttezza che tale attività è permessa e consentita dall’attuale sistema normativo tributario e legislativo italiano. Qualche ulteriore nota di riflessione però va spesa, al di là della fornitura di notizie utili per la comprensione di fenomeni abbastanza complicati. Noi non crediamo che Perna, come è stato scritto, sia un imprenditore reduce solo da insuccessi e fallimenti né ci appassiona il dibattito Perna sì Perna no.

 
Gatti e Gattone, il Monaco di Astore, Di Pietro pensa ad altro e Iorio pensa a D’Uva | Stampa |
domenica 28 febbraio 2010

Nell’attesa dell’ufficializzazione delle liste possiamo ragionevolmente sostenere di aver avuto intuito sulle dinamiche elettorali di Termoli. Antonio D’Ambrosio, infatti, ha rinunciato alla candidatura a Sindaco e non poteva essere altrimenti nel momento in cui il cognato, Remo di Giandomenico, rompeva gli indugi e annunciava la propria candidatura "pesante", tutta interna al centro destra e al Popolo della Libertà, checché ne possa pensare il coordinatore regionale del PdL Di Giacomo. I vari candidati, in questi giorni, si affanno poi a costruire liste secondo il ben oliato meccanismo messo in campo in occasione delle amministrative di Campobasso, ma con molta più difficoltà (e forse anche una resa diversa). Bloccare sulla carta i circa 10.000 voti necessari per vincere le elezioni magari con una decina di liste non è così semplice, e per diversi motivi. In primis perché il termolese è più sicuro di sé del campobassano e non cerca di legittimare il proprio ruolo sociale ed economico con una candidatura "a perdere". In secondo luogo perché Termoli ha un tessuto di operatori economici indipendenti maggiore di Campobasso e la pressione su di loro esercitabile è di gran lunga inferiore a quella che si può invece esercitare su un pubblico dipendente o su chi vive di spesa pubblica.

 
Il ritorno di Gattone Di Giandomenico, Di Brino e Iorio e lo strano asse Ruta – Leva - Di Pietro | Stampa |
lunedì 22 febbraio 2010

Dopo una breve pausa torniamo a parlare di politica locale e, inevitabilmente, di politica termolese. I giochi più o meno sembravano fatti, anche se avevamo avvertito di guardare bene cosa si celasse dietro la candidatura (a questo punto solo annunciata?) di Antonio D’Ambrosio, l’ex Consigliere regionale del PD. Per un motivo sopra gli altri: Antonio D’Ambrosio è il cognato di Remo Di Giandomenico. E Remo Di Giandomenico ha ufficialmente annunciato la propria candidatura a sindaco con i Popolari - Liberali, lista tutta interna al centro destra visto che fa riferimento a Carlo Giovanardi, tra i fondatori del Popolo delle Libertà. La mossa di "Gattone" (soprannome con il quale è universalmente noto) è una mossa importante, non solo per il personaggio (due volte Sindaco di Termoli, è uno dei democristiani di maggiore classe oggi disponibili sul territorio), ma soprattutto per le motivazioni, tutte politiche, che stanno dietro la sua discesa in campo. Di Giandomenico ha liquidato il suo avversario all’interno del centro destra, Antonio Basso Di Brino, come praticamente inesistente, avendo sostenuto nel corso della conferenza stampa di presentazione di non avere nessun rivale. Il punto è che dietro Di Brino non c’è solo il candidato del Popolo delle Libertà, ma colui che ha in mano il governo della Regione e il predominio assoluto nel centro destra: Michele Iorio.

 
Per una volta non parliamo di politica… | Stampa |
martedì 16 febbraio 2010

Viviamo tempi difficili, anche se opulenti. Il tenore di vita nostro non è paragonabile, in nessun caso, con quello dei nostri genitori e nemmeno con qualsiasi altro avo della nostra storia, per quanto ricco potesse essere. I progressi nella medicina, nell’alimentazione, nelle tecnologie fanno sì che nonostante il suo sfarzo il Re Sole catapultato nella società attuale sarebbe solo un colorito poveraccio. Nonostante questo, però, la disponibilità materiale e il migliorato tenore di vita, oltre che la possibilità di vivere in media per circa 80 anni per ciascuno di noi, non hanno comportato un corrispondente aumento della serenità e tranquillità personale. Il male di questi tempi si chiama stress, ed è un male derubricato a fastidio che ognuno di noi si porta con una certa disinvoltura, quasi fosse inevitabile compendio della nostra esistenza di uomini moderni o meglio post moderni. Ma lo stress è inevitabile, o, se non lo è, perché? Non si vuole invadere campi di stretta pertinenza professionale, quali la psicologia, ma una qualche riflessione di scenario, considerato che anche in un posto come il Molise, lo stress sta diventando un fenomeno consistente va probabilmente fatta.

 
L’elemosina, il Molise e la spesa Pubblica | Stampa |
domenica 07 febbraio 2010

A volte un titolo può scatenare reazioni che l’esame dell’articolo cui si riferisce non avrebbe probabilmente motivato. Nel corso dell’interessante trasmissione della principale emittente molisana, Telemolise, per i tre anni di incarico del Presidente della Regione, Michele Iorio, la direttrice dell’emittente, la brava e influente collega Manuela Petescia, ha voluto citare (e la ringrazio di questo) un mio recente editoriale dal titolo, (effettivamente un po’forte): “Il Molise vive di elemosina?”, rivolgendo, tel quel, la domanda allo stesso Presidente Iorio. Il Presidente, anche comprensibilmente se non ricordava il testo dell’articolo, se ne è avuto a male, accusandomi in buona sostanza di essere un giornalista negativo, un disfattista e, comunque, un bastian contrario a prescindere. Amando, come so amarla anche il Governatore Iorio, la mia regione mi sembra opportuno fare qualche ulteriore precisazione, anche perché sono io il primo ad essere convinto che con i profeti di sventura non si va da nessuna parte.

 
Di Brino, D’Ambrosio e il numero di liste collegate… | Stampa |
lunedì 01 febbraio 2010

Il quadro politico continua ad incentrarsi e a muoversi intorno alla partita che si gioca sul rinnovo del Consiglio comunale di Termoli. E, secondo indicazioni da noi già percepite negli scorsi numeri, si muove in linea con assetti politici e strategici consueti. Michele Iorio infatti ha accolto i suggerimenti della sua ala più militante ed ha stabilito che il candidato sindaco per il Popolo della Libertà a Termoli sarà Basso Di Brino, l’infermiere da sempre leale portavoce della linea del Governatore e del gruppo a lui più vicino. La strategia è chiara. Il PdL ritiene di avere un vantaggio tale, in termini di forza politica, amministrativa e presa sul territorio, da poter prescindere, nella selezione del candidato sindaco di Termoli, anche da un dialogo più partecipato con la società della cittadina adriatica e scegliere un classico uomo di militanza ferrea e di assoluta affidabilità. In soldoni una tale mossa significa solo che Iorio e il vertice del PdL molisano sono sicuri di vincere anzi di stravincere e non si pongono troppi quesiti sui nomi e sul loro appeal, ma fanno leva sul sostegno delle liste, sulla movimentazione del sottobosco politico, sulle ramificazioni dell’influenza del potere regionale anche sulla costa adriatica. Scelta chiara, legittima e coerente ma non è dato sapere, almeno sino a quando il risultato uscirà dalle urne, quanto rischiosa.

 
Il grande bluff della zona franca Urbana | Stampa |
domenica 24 gennaio 2010

Sulle zone franche urbane si è fatto un gran parlare, molti politici di ambedue gli schieramenti hanno battuto la grancassa della propaganda, molte illusioni sono state create, specie tra i giovani desiderosi di avviare un dignitoso percorso di impiego delle proprie energie lavorative. Nel Molise, dove l’approfondimento economico è merce davvero rara, la confusione è stata di portata altrettanto rara. Prima abbiamo visto una lotta tra i vari campanili regionali, con il solito politico autoctono a fare da spalla, per accaparrarsi una di queste benedette zone franche urbane. Nessuno di questa varia compagnia però si era preso la briga di leggere la legge istitutiva dell’agevolazione, fortemente voluta dal Governo Prodi, legge che nel Molise restringeva, per motivi oggettivi, la possibile candidatura ad un unico centro, ossia al capoluogo regionale. Superata questa fase di demagogia "a la carte", ed una volta che a Campobasso è stata assegnata una delle zone franche urbane nazionali, si è messo in moto un altro meccanismo, quello dell’attesa fiduciosa.

 
Termoli: tra la Mauritania e la fortuna di avere un cognato… | Stampa |
venerdì 15 gennaio 2010

Le elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale di Termoli si stanno approssimando, e con esse cresce la fibrillazione del mondo politico locale. Anche perché queste elezioni, lungi dall’essere routinarie, potrebbero avere impatti importanti sugli equilibri del potere in Regione. Come abbiamo visto la partita sembrerebbe essere il primo duello reale tra Antonio Di Pietro e Michele Iorio. Ma come sempre succede nella declinazione reale degli eventi, le cose non sono mai così schematiche. Il problema è che il granitico campo del centro destra, in cui Iorio dopo gli ultimi due anni di manovre in Consiglio regionale governa incontrastato pone allo stesso Governatore alcune insidie non proprio semplici da schivare. Era largamente prevedibile che Michele Iorio, erede della tradizione democristiana classica, volesse ripetere lo schema Mazzuto della Provincia di Isernia e quello, che pure lo aveva fatto esitare, ma che si sta rivelando assolutamente placido nel suo decorso, di Di Bartolomeo a Campobasso. Ossia lo schema di mettere un fedelissimo a capo di amministrazioni locali, un fedelissimo per scelta di vita (Mazzuto) o per necessità incontrastabile (Di Bartolomeo). Soprattutto qualcuno che non potesse da qui a due anni creare problemi alla ricandidatura di Iorio al terzo mandato.

 
Iorio-Di Pietro: uno a zero, palla al centro | Stampa |
domenica 27 dicembre 2009

Magari è solo una coincidenza. O forse no. Certamente si tratta di due eventi che in qualche modo hanno scombussolato un quadro che, al posto di un preannunciato autunno caldo, sembrava più degno di un autunno della malinconia e delle foglie che cadono, lievi e colorate. A scompaginare, proprio in prossimità del Natale, la indolente situazione politica molisana sono arrivate, in rapida successione, due notizie, una domenica 20 e l’altra lunedì 21. La prima è stato il "pronunciamento" anti-Iorio di Antonio Di Pietro, che ha anche annunciato una sua discesa in campo per le regionali del 2011. Si tratta di una mossa che noi avevamo largamente anticipato e che era necessaria nella logica politica del fondatore dell’Italia dei Valori. Doveva succedere ed è, quindi, successa. Il giorno dopo, invece, è successo qualcosa di meno prevedibile, ossia la firma dei 16 Consiglieri che hanno mandato a casa il Sindaco notaio di Termoli Vincenzo Greco.

 
Sanità: un problema di cuoio capelluto | Stampa |
martedì 22 dicembre 2009

Pian piano il drammatico quadro della sanità molisana, e soprattutto le sue drammatiche prospettive, comincia a chiarirsi. E, nel suo manifestarsi, ci conferma analisi e riflessioni più volte affacciate da queste colonne. In particolare due sono state le notizie rilevanti su questo fronte negli ultimi giorni. Da un lato l’acquisizione al sistema sanitario molisano di ulteriori 16 milioni di euro, dall’altro il dibattito teso in occasione di un convegno presso la Cattolica, dibattito a cui ha preso parte attivamente anche il sub commissario per la sanità molisana, Isabella Mastrobuono. Queste due notizie, che la stampa vicina o lontana al governatore Michele Iorio ha diversamente amplificato e trattato, sono invece le due facce di una stessa problematica. Come abbiamo più volte ribadito, infatti, l’attuale governo regionale, e il suo Presidente stanno manifestando appieno quello che è il loro indiscutibile punto di forza: l’acquisizione o il mantenimento di risorse pubbliche derivanti dal governo nazionale. Si tratta di una capacità distintiva, di cui i 16 milioni della sanità sono l’ultimo tassello, ma che seguono i fondi Fas, quelli dei Por e tanti altri finanziamenti che continuano ad arrivare copiosi in questa regione. Il punto di flesso di questo discorso, che è poi l’altro versante della medaglia, riguarda invece le modalità di impiego di queste somme.

 
Crisi a Termoli: non è solo una questione politica | Stampa |
domenica 13 dicembre 2009

La questione politica del momento, evidentemente, è quella che interessa il Comune di Termoli, con le dimissioni bis del Sindaco Vincenzo Greco. La riflessione che può esser fatta in questo caso, nell’attesa che il Natale porti o meno il dono di una maggioranza risicata al notaio termolese, è più di insieme, e chiama in causa la singolarità dell’esperienza termolese. Feudo incontrastato di una generazione di democristiani di alto livello (Lapenna in primis, ma anche D’Aimmo e i fratelli Di Giandomenico) la cittadina adriatica ha sempre tenuto, in modo quasi ossessivo, a marcare la propria differenza dal resto della Regione. Arrivando però, una volta tramontati i vecchi leader che avevano portato ad una sua egemonia all’interno della Regione, ad un isolamento che potrebbe rappresentare anche l’anticamera del declino. L’esperienza di Greco, al di là delle specifiche personali e forse caratteriali, ci può dire qualcosa proprio in questo senso. Certo Vincenzo Greco ha commesso delle grandi ingenuità, derivanti probabilmente da un carattere particolare e poco incline alla mediazione politica. La più grande di tutte è stata quella di abbinare l’attività notarile a quella di principale rappresentante della città. Un errore di immagine che ne ha minato alla base il percorso politico. Se non c’era un’incompatibilità formale, c’era però una indubbia questione di opportunità che ha pesato e pesa come un macigno sulle sorti della sua amministrazione.

 
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L’amaro sapore dello zucchero molisano

Mar 14, 2010
Dall’esame dei conti 2008 dello Zuccherificio si scopre che su ogni pacchetto venduto la società perde circa il 30% del prezzo - In magazzino prodotti invenduti per oltre 10 milioni di euro - 20.000 tonnellate lavorate per conto di un partner tedesco Lo Zuccherificio del Molise è una società per azioni a prevalente presenza pubblica. Come tale i suoi bilanci sono pubblici e disponibili presso la Camera di Commercio. Ha fatto molto notizia a tal proposito la perdita che la società ha registrato nel 2008, anno dell’ultimo bilancio disponibile, per oltre 33 milioni di euro, che però è frutto per molti milioni di euro di partite contabili non ricorrenti. Cerchiamo in questa sede di approfondire la questione con qualche riferimento più specifico e tecnico. La prima cosa che balza agli occhi è la drammatica riduzione di vendite nel 2008. Lo Zuccherificio passa dai 112 milioni di euro di fatturato del 2007 a soli 52,659 milioni nell’anno in esame. Il bilancio spiega che sul mercato nazionale si è passati a 55.000 tonnellate di zucchero venduto dalle precedenti 66.000 e si è ridotta (se...

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