A Campobasso la pressione fiscale è elevatissima, intervento di Pilone e Cancellario sulle tasse del capoluogo

Così come ampiamente denunciato in occasione del Consiglio Comunale sull’approvazione delle tariffe per il 2016, che ricalcano quelle applicate nel 2015, Campobasso risulta essere tra le città più tartassate fiscalmente, in barba alle dichiarazioni del Sindaco e dell’intera Giunta di centro Sinistra che continuano ad elogiare una politica finanziaria dell’Ente parsimoniosa e per nulla severa dal punto di vista della pressione fiscale verso i cittadini.
Il recente studio sulla “Mappa del fisco locale in Italia” realizzato dal Centro Studi di Unimpresa e  basato su dati relativi al 2015 dell’Agenzia delle Entrate, vede Campobasso tra le prime 7 città più tassate d’Italia con valori che vanno dal 4,97% di Irap, dal 3,43% di addizionali Irpef e dall’1,06% di Imu. L’analisi, che prende in considerazione le aliquote Irap (definite dalle regioni), il totale delle addizionali Irpef (regioni e comuni), l’Imu e la Tasi, è stata realizzata sulla base di “punti” attribuiti alle città e alle relative regioni che applicano aliquote particolarmente elevate nei quattro principali tributi pagati anche su base territoriale. In totale sono stati assegnati 41 “punti” in relazione alle aliquote dello scorso anno: più è alto il punteggio, più è elevato il livello del prelievo tributario a carico dei contribuenti (cittadini e imprese).

Campobasso, quindi, si conferma città dove le tasse sono altissime e i servizi, di contro, non ci sono. Si attende con ansia l’avvio (anche solo sperimentale) della raccolta differenziata, il Servizio di trasporti integrato, un’attenzione al verde maggiore e più efficiente, così come una politica di sviluppo territoriale sostenibile e competitiva.

Mercoledì prossimo il Consiglio Comunale sarà chiamato ad approvare (con profondo ritardo oltretutto) il Conto consuntivo del 2015. Nella relazione tecnica del Collegio dei Revisori dei Conti si evince, tra le altre cose, che dal punto di vista della situazione di deficitarietà strutturale dell’Ente, il Comune non rispetta due dei parametri di riscontro indicati dal Decreto del Ministero dell’Interno del 18/02/2013:

1.    Ammontare dei residui attivi provenienti dalla gestione dei residui attivi di cui al Titolo I e al Titolo III superiore al 65%;
2.    Volume dei residui passivi complessivi provenienti dal Titolo I superiori al 40% degli impegni della medesima spesa corrente;

In aula chiederemo lumi e, soprattutto, ci opporremo con tutte le nostre forze a questa politica fiscale troppo gravosa nei confronti dei cittadini.

 I Consiglieri Comunali di Democrazia Popolare
Francesco PILONE
Marialaura CANCELLARIO

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