venerdì, gennaio 20, 2017
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Frenk

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openday

Si riportano di seguito le date previste per gli OPEN DAY delle scuole superiori di Campobasso:

LICEO CLASSICO
M. PAGANO VIA SCARDOCCHIA : Domenica 22/01/2017 – ore 9.00 – 13.00
                                                              Sabato 28/01/2017– ore 15.30 – 19.00
LICEO ARTISTICO
G. MANZU' VIA SCARDOCCHIA: Domenica 22/01/2017– ore 10.00 – 13.00

                                                                                                  ore 16.00 – 19.00

                                                             Sabato 28/01/2017 Open Lab – ore 15.30 – 19.00
LICEO SCIENTIFICO RICCIA: Domenica 22/01/2017– ore 9.00 – 13.00

LICEO SCIENTIFICO

ROMITA VIA FACCHINETTI Domenica 22/01/17 dalle ore 9,30-13,00

LICEO GALANTI

Via Trieste

-LICEO MUSICALE

  • LICEO LINGUISTICO
  • LICEO DELLE SCIENZE UMANE
  • LICEO ECONOMICO SOCIALE

Sabato 21/01/17 dalle ore 16,00-19,00 open lab

Domenica 22-29 /01/17 dalle ore 9,30 alle 13,00

dalle ore 16,00 alle 19,00

ISTITUTO L. PILLA

VIA VENETO

-ISTITUTO TECNICO ECONOMICO (EX RAG)

-ISTITTUTO TECNICO COSTRUZ. E AMB. (EX GEOM)

- ISTITUTO PROFESSIONALE SERVIZI PER L'AGRICOLTURA

Domenica 29 gennaio dalle ore 10,00 alle 13,00

                    • dalle ore 16,00 alle 19,00

ISTITUTO PROFESSIONALE IPIA Domenica 22-31 gennaio dalle ore 9,00 alle 13,00

PERTINI -VIA S. GIOVANNI dalle ore 15,00 alle 18,00

ISTITUTO PROFESSIONALE V.CUOCO

CORSO BUCCI

- SERVIZI COMM.LE

- SOCIO SANITARI

- ODONTOTECNICO Domenica 22-31 gennaio dalle ore 9,00 alle 13,00

  • PERTINI -VIA S. GIOVANNI dalle ore 15,00 alle 18,00ISTITUTO TECNICO PER IL SETTORE TECNOLOGICO G. MARCONI PIAZZA S. FRANCESCO Domenica 22/01/17 dalle ore 9,00 alle 13,00 dalle ore 15,00 alle 19,00

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E'arrivata l'ordinanza del sindaco, dopo aver visto le previsioni meteo che parlano di abbondanti nevicate per tutte la notte tra giovedì e mercoledì. Anche il 18 gennaio nel capoluogo regionale le scuole resteranno chiuse.

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Come al solito le polemiche sul piano antineve di Campobasso sono cominciate inesorabilmente. Resta il fatto che nel capoluogo regionale non si circola, se non con le catene (neanche le termiche ci possono) e la frequenza dei mezzi antineve non è quella della grande emergenza. Un lettore ci ha inviato una foto, che pubblichiamo. Si tratta di un ammasso di mezzi antineve parcheggiati, da almeno due ore secondo la sua testimonianza, nelle vicinanze del Bar Europa, sulla strada di Colle dell'Orso. Non sappiamo di chi siano questi mezzi, ma non crediamo di un privato che ha istituito il primo museo del mezzo antineve campobassano. Se è quindi di un ente pubblico, comune di Campobasso, Sea  o non sappiamo chi altro, resta la grande domanda: se non ora quando? Se stanno fermi adesso, con due metri di neve, quando mai saranno utili alla collettività? Chiudiamo con la stessa considerazione che ci ha fatto il lettore: e io pago!img-20170107-wa0001

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La Befana, con un giorno di anticipo, ha portato ai genitori della ormai famigerata scuola Don Milani di Campobasso l'atteso dono: una soluzione ai doppi turni che da qualche mese interessano i loro figli, con gravi disagi familiari, didattici e sociali. Attenzione però: la Befana porta i doni ma, se coloro che li ricevono sono stati cattivi, il dono avvolto in una calza è solo del carbone misto a cenere. Per capire allora cosa c'è veramente nella calza della Befana portata a Palazzo San Giorgio bisogna allora vedere come si sono comportati i i principali attori della vicenda e solo alla fine, insieme vedremo il vero dono dell'Epifania. Vediamo quindi i voti che coloro che dovevano risolvere il problema Don Milani hanno preso e il perché di questi voti.

Antonio Battista, sindaco di Campobasso: Antonio Battista è una brava persona ed è una persona onesta. Ma per amministrare la collettività, per amministrare una città oggi questo è un semplice presupposto, nulla di più. E'ovvio che devi essere onesto, dopodiché devi saper risolvere i problemi della comunità. L'elenco di errori commessi dal sindaco sulla Don Milani è talmente lungo che rischia di far perdere il volo di ritorno con la scopa alla Befana. Si va dal non aver fornito le carte della scuola per oltre nove mesi, con motivazioni degne della Corea del Nord, all'aver tergiversato sulla questione, ormai palese, per altri due. Si va dalla convenzione per verificare gli edifici fatta con l'Università che ad oggi non ha analizzato nemmeno un foratino (e con l'Università a dover spiegare perché il centro di ricerca sull'Appennino, che ha firmato l'accordo, si occupa di sismicità degli edifici) all'avere assunto impegni precisi (15 gennaio fine doppi turni, carte della Petrone, individuazione sedi e lavori) completamente disattesi, senza nemmeno uno straccio di realizzazione, nemmeno parziale. Si va dall'avere individuato l'unica soluzione possibile, sia pure sacrificante (il Liceo Artistico mezzo vuoto) all'essersela rimangiata perchè qualcuno gli ha urlato in testa con troppa veemenza. L'ultima chicca proprio il 5 gennaio. In un eloquio decisamente non elegante, nelle more (immaginiamo quindi all'interno di un cespuglio del gustoso frutto) di una sistemazione definitiva diceva che la soluzione migliore è via Gorizia ma siccome tutti gli altri (tecnicamente la sua maggioranza) non erano d'accordo lui era d'accordo con l'ipotesi Massarella, meglio noto come Massarellum,  un risiko di aule tra Petrone vecchia e limiti inchiusi. Ora se un sindaco decide una cosa si fa quella cosa, per quanto assurda possa essere (e via Gorizia certamente superava i limiti dell'assurdo). Se tutti gli altri invece decidono un'altra cosa tu non stai nascosto in un cespuglio di more ma ti accorgi di essere stato sfiduciato e quindi ti dimetti. Così funziona la democrazia, queste sono le regole che ci siamo dati. Pensiero e azione, diceva Mazzini per l'attività politica. Chiacchiere e distintivo diceva il compaesano Robert De Niro nel film gli Intoccabili. Il sindaco Battista lo deve capire: oggi con le chiacchiere e il distintivo non si va da nessuna parte. Voto 3

La Giunta comunale: sono i magnifici nove, gente scelta per supportare il sindaco nella soluzioni amministrative da dare alla città. Certo hanno deleghe e riserve di attività di cui si occupano in esclusiva: ma alla fine il sindaco non decide da solo, e le delibere di giunta sono appunto un atto collegiale. In questa vicenda la Giunta non si è vista, non ha fatto nulla. L'assessore al ramo iniziale Pietro Maio ha talmente irritato i genitori con il suo rumoroso vuoto pneumatico che Battista è stato costretto a rimescolare le deleghe. Del nuovo assessore invece si sono perse le tracce. Vicesindaco, prosindaco, prosecco, assessori e delegati sono stati assenti, defilati, superflui. Battista addirittura ne ha nominati due in più durante la vicenda Don Milani, per irrobustire l'azione amministrativa. Bene, l'azione amministrativa non solo non si è irrobustita, ma semplicemente non c'è mai stata. Voto 2, con la preghiera di risparmiare da subito nove indennità di carica a carico della collettività

La maggioranza al Comune: tanta buona volontà, tanto movimento da parte del presidente del consiglio comunale Michele Durante del presidente della commissione Ferdinando Massarella e da parte di singoli consiglieri come Pino Libertucci. Tanta voglia di superare gli imbarazzi che il sindaco e la giunta creavano ogni giorno, tanta disponibilità all'ascolto. Cose positive certo ma, come diceva il compianto allenatore Boskov, “gol è quando arbitro fischia”. E col Massarellum l'arbitro il gol non lo fischia, al limite fischia un fallo: si tratta di una soluzione vaga nei tempi, confusa nella realizzazione, impraticabile nel corso dell'anno scolastico attuale, costosa nei modi. Voto 5, per premiare la buona volontà e l'impegno dimostrato.

Antonio Iacobucci: il supermanager del Comune, l'autore delle politiche edilizie di Campobasso degli ultimi venti anni, quello che ha dotato alla collettività la replica, eccellente, della fontana di Cacciapesci in cambio di palazzi sorti dal nulla in pieno centro cittadino non si è visto né sentito in questa vicenda. Si sa però che è lui il vero dominus del bilancio e delle casse comunali. Non si muove un euro, non si muove foglia se Iacobucci non voglia. Il Rasputin dell'Acquazolfa ha probabilmente suggerito al sindaco il suo vecchio pallino di via Gorizia. Ma ha evitato accuratemente il confronto pubblico e aperto. Eppure con lo stipendio che percepisce mensilmente uno sforzo lo poteva anche fare. Voto: due, da tasso tecnico di rendimento

La minoranza al Comune: con un'unica lodevole eccezione (Francesco Pilone, voto sette per il coraggio e la lucidità nonostante violenti e insensati attacchi personali subiti) il resto è fuffa. I cinquestelle sono scesi di categoria sino ad un una locanda ad una stella, le proposte concrete rare e rade, occasioni di infilzare politicamente un'amministrazione in chiara difficoltà nemmeno fiutate, il gusto dell'esserci per l'esserci la cifra dominante. Voto 4

Ufficio scolastico regionale, provveditorato agli studi: in teoria esistono, forse però per fare convenzioni, convegni, passerelle o premi per il miglior disegno da donare alla Regione. Su questa vicenda il nulla, l'assenza, il vuoto. Voto 0, o meglio non pervenuto

Per il momento ci fermiamo qui. E'ovvio che aprire la calza è solo una formalità. Dentro c'è solo cenere e carbone. La soluzione individuata non è una soluzione, non è cantierabile e non risolverà nulla. La Befana, lasciato il suo pezzo di carbone, è volata via di corsa alla massima velocità possibile. Dall'alto guardando Campobasso vedeva solo un desolante panorama di cattiva amministrazione.

Pietro Colagiovanni

Sino ad ora nonostante lo abbiano pregato in tutti i modi Robert de Niro a Ferrazzano, luogo di origine della sua famiglia, non ci ha mai voluto mettere piede. Ora, con l'elezione di Donald Trump alla Presidenza degli Stati Uniti potrebbe essere la volta buona. Ed intanto ha ufficialmente sdoganato la sua origine molisana. Durante un'intervista nel popolare show di Jimmy Kimmel (anche lui di origine italiana, delle parti di Ischia) De Niro parla di quanto aveva detto appena un mese fa di Trump.

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Come da noi preannunciato via Leopardi provvisoriamente chiude. Gli oltre 600 bambini frequentanti inizieranno doppi turni pomeridiani dalle 14 alle 19 presso la vicina scuola Igino Petrone di cui la Don Milani di via Leopardi è sede distaccata. Il sindaco Battista, dopo un lungo tira e molla, ha firmato nel primo pomeriggio di giovedì l'ordinanza disponendo la chiusura, a partire da sabato, del plesso di via Leopardi. Nell'ordinanza non si parla di tempi né di altro, ma solo di esigenze cautelari in attesa che l'Università del Molise, cui è stata affidata una consulenza, verifichi le reali condizioni dell'immobile. Insomma dopo un mese di stress e di lotte la soluzione regina della banalità e del disagio (i doppi turni pomeridiani) ha prevalso, senza alcun limite e senza alcuna condizione.resta la curiosità di capire quanti genitori faranno frequentare venerdì 28 le lezioni ai loro figli nell'edificio di via Leopardi.